Le critiche della stampa estera a quella italiana per aver lasciato solo il giornalista di Repubblica contro Salvini

di Gianmichele Laino | 02/08/2019

stampa estera
  • Tra le tante voci critiche, anche quella di Trisha Thomas, presidente dell'Associazione stampa estera

  • Il rimprovero all'Italia per quanto accaduto al Papeete Beach

In tanti hanno paragonato quello che è successo a Valerio Lo Muzio, collaboratore di Repubblica, a quanto accaduto a Jim Acosta alla Casa Bianca, quando quest’ultimo venne attaccato pesantemente da Donald Trump. Valerio Lo Muzio aveva filmato il figlio di Matteo Salvini sulla moto d’acqua della polizia di Stato. Per questo motivo, il giorno dopo, Matteo Salvini aveva pensato bene di non rispondergli in conferenza stampa, utilizzando l’ambigua frase: «vada a riprendere i bambini, visto che le piace tanto».

Stampa estera critica la stampa italiana

La conferenza stampa, tuttavia, è andata avanti lo stesso, anche nell’indifferenza degli altri colleghi presenti. Proprio per questo motivo, la stampa estera ha voluto muovere una critica nei confronti dei giornalisti italiani che stavano assistendo alla conferenza stampa di Matteo Salvini al Papeete Beach di Milano Marittima.

Trisha Thomas è inviata dell’Associated Press, nonché attuale presidente in carica dell’Associazione della Stampa estera: «Se Salvini, che non hai mai nascosto una sua grande ammirazione per Trump, ha deciso di imitare lo stile del Tycoon di attaccare e insultare i giornalisti che il presidente Usa descrive come ‘nemico del popolo’, siete messi male voi italiani».

Le parole di Trisha Thomas e di altri giornalisti stranieri

Altri giornalisti di tutte le principali testate straniere che lavorano qui in Italia hanno manifestato il loro disappunto per come gli altri giornalisti hanno affrontato il ministro Salvini, dopo che quest’ultimo aveva mostrato una così pronunciata ostilità nei confronti di Valerio Lo Muzio. Interpellati da Repubblica, hanno ricordato l’importanza della libertà di stampa e la necessità da parte di giornalisti che appartengono anche a testate diverse di fare cartello e di difendersi l’uno con l’altro, pur di difendere il sacrosanto diritto all’informazione.

Non è la prima volta che assistiamo a una lezione di giornalismo da parte dei colleghi della stampa estera nei confronti del sistema mediatico italiano. Ma questa fa più male ed è più significativa: perché oltre a riguardare il modo di dare informazioni e notizie, fa leva proprio su un punto decisivo. Nel nostro Paese sembriamo assuefatti nei confronti di quelle persone che negano anche i più basilari diritti a chi vuole semplicemente fare il proprio lavoro.

FOTO: ANSA/FABRIZIO ZANI