L’alleanza Pd-M5S doveva arginare Salvini, invece la Lega è l’unica che vola

di Gianmichele Laino | 01/11/2019

sondaggi 1 novembre
  • Effetto Umbria sui sondaggi del 1° novembre

  • La Lega torna al 34%, mentre crollano Pd e M5S

  • Gli altri in crescita: Meloni sfiora il 10%, aumenta consensi Italia Viva

Il rimbalzo. Le elezioni in Umbria e i primi due mesi e mezzo di governo tra Pd e Movimento 5 Stelle hanno prodotto questo risultato nei sondaggi 1 novembre. La Lega è l’unico partito che cresce, a dispetto delle strategie di Pd e Movimento 5 Stelle che pensavano, con la loro alleanza, di aver messo un argine a Matteo Salvini. Invece, piombano sotto la soglia del 18%, entrambi e in maniera repentina.

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Sondaggi 1 novembre, la Lega torna al 34%

Il sondaggio condotto dall’istituto di Nando Pagnoncelli mette in evidenza quattro cose: che la Lega, con il 34,3% di cui è accreditata, ritorna a livelli vicini a quelli della massima espansione (coincisa con il risultato delle elezioni europee del 26 maggio 2019), che i partiti di maggioranza Pd e Movimento 5 Stelle sono in crisi, che Giorgia Meloni è arrivata a sfiorare la doppia cifra (Fratelli d’Italia è accreditata del 9,8% da questo sondaggio 1 novembre) e che anche il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, sebbene con qualche fortuna alterna, ha superato la soglia del 6%. Un altro passettino in avanti nella strategia di logoramento del Partito Democratico.

Sondaggi 1 novembre, il peso delle elezioni in Umbria

È il vero effetto delle elezioni in Umbria, dove si è visto che la coalizione Pd-M5S – per la prima volta insieme in una tornata elettorale – non ha funzionato affatto, con la vittoria della leghista Donatella Tesei in quella che, una volta, veniva considerata una regione rossa. Eppure, il tandem giallorosso doveva servire proprio a mettere un argine a Matteo Salvini.

La sensazione è che, dopo le primissime settimane, abbia soltanto rimandato di qualche mese l’affermazione di un governo a completa trazione leghista, possibile dopo nuove ipotetiche elezioni a stretto giro di posta. Inarrestabile, invece, il declino di Forza Italia che crolla al 6,2%, attestandosi ormai a cespuglio nella coalizione di centro-destra.

Quella che continua a reggere, tuttavia, è la fiducia dell’elettorato nel premier Giuseppe Conte, a cui giova – come era capitato anche quando al governo c’era la Lega – il ruolo di mediatore tra le forze di maggioranza. Fuori da ogni disputa elettorale (anche se nella foto di Narni c’era anche lui), Giuseppe Conte è in grado di presentare i risultati dell’esecutivo come frutto del suo potere contrattuale tra le forze di maggioranza. Resta il politico che attrae la maggiore fiducia degli italiani, anche se viene incalzato da Matteo Salvini e da Giorgia Meloni che stanno recuperando, rispettivamente, 5 e 7 punti percentuali. Inutile registrare, ancora una volta, la totale inconsistenza delle forze a sinistra del Partito Democratico, con il progetto di LeU che ormai non viene più quasi preso in considerazione e con i modesti risultati (di poco superiori al 2%) delle forze ecologiste.

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