Perché oggi Conte ci fa ricordare Sigonella (quando l’Italia, praticamente, dichiarò guerra agli Usa)

di Gianmichele Laino | 08/10/2019

Sigonella
  • Giuseppe Conte deve riferire al Copasir sulle visite di Barr in Italia

  • Ha annunciato di essere più duro di Craxi a Sigonella

  • La storia della più dura crisi diplomatica con gli americani evocata da Conte

Perché oggi si sta facendo un gran parlare di Sigonella? E cosa c’entra con l’attuale situazione politico-diplomatica che si sta delineando tra Italia e Stati Uniti? Stando a quanto riportano due quotidiani questa mattina – sia il Corriere della Sera, sia La Stampa – Giuseppe Conte avrebbe fatto trapelare che sulla visita dell’Attorney General degli Stati Uniti, William Barr, in Italia sarebbe stato più duro di Bettino Craxi (suo predecessore) a Sigonella.

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Sigonella, il paragone di Giuseppe Conte

Ma cosa significa? Innanzitutto, che c’è un problema tra la diplomazia americana e i servizi italiani. William Barr sarebbe venuto due volte in Italia (una il 15 agosto, l’altra il 27 settembre) per acquisire informazioni sul professor Josef Mifsud, un maltese che lavorava per la Link University di Roma (e di cui si sono perse le tracce). Quest’ultimo, secondo il ministro della Giustizia americano, avrebbe avuto informazioni e un diretto coinvolgimento con il Russiagate, essendo stato una delle fonti che per prime avrebbe parlato delle mail di Hillary Clinton in possesso di Mosca.

La questione che si sta presentando (e per la quale Giuseppe Conte dovrebbe riferire al Copasir) riguarda il coinvolgimento del presidente del Consiglio in questa vicenda. Chi e come era stato informato in merito alla presenza di Barr in Italia? Giuseppe Conte ha agito nell’interesse del nostro Paese (e dei suoi servizi segreti), oppure ha semplicemente avallato acriticamente le richieste americane? Le versioni che oggi sono state diffuse da Palazzo Chigi riguardano due aspetti: il primo è che Giuseppe Conte avrebbe avuto rassicurazioni che il viaggio di Barr in Italia sarebbe stato utile a verificare i rapporti con l’intelligence americana nel corso delle due recenti presidenze del Consiglio (quella di Matteo Renzi e quella di Paolo Gentiloni). Il secondo è che Giuseppe Conte avrebbe agito con correttezza, dimostrando la stessa freddezza che usò Bettino Craxi a Sigonella.

La vicenda di Sigonella

Ecco, dunque, il paragone. La vicenda che tenne con il fiato sospeso tutta Italia nel 1985 riguardò, come è noto, il sequestro della nave da Crociera Achille Lauro, ad opera di quattro terroristi. Gli Stati Uniti chiesero – come è noto – di avere giurisdizione sugli stessi e costrinsero l’aereo nel quale – dopo una lunga trattativa che coinvolse  – si erano imbarcati. Nella circostanza, si arrivò quasi allo scontro armato tra le forze militari statunitensi (che avevano dirottato l’aereo con i 4 terroristi e con il palestinese Abu Abbas) e quelle italiane che avevano circondato gli americani con un doppio cordone di carabinieri con tanto di mezzi blindati.

Insomma, altro che my friend Giuseppi. Il presidente del Consiglio ha annunciato fermezza. Evocando l’episodio in cui – nella storia – l’Italia tenne il punto con gli Stati Uniti per la prima e unica volta. Arrivando quasi a scatenare una battaglia a Sigonella.