La questura ridimensiona gli annunci di Raggi e Castelli sullo sgombero di Casapound

di Redazione | 04/06/2020

Quella che potrebbe rappresentare la misura di rilancio per la candidatura a un bis di Virginia Raggi come sindaco di Roma, ovvero lo sgombero Casapound, rischia di trasformarsi in un boomerang. Nella serata di ieri, infatti, il primo cittadino del Movimento 5 Stelle aveva annunciato via social network che era stato fatto un passo in avanti decisivo sulla questione. Le aveva fatto eco il viceministro dell’Economia Laura Castelli: il dicastero del Mef, infatti, è responsabile dello stabile del demanio occupato da più di 6000 giorni da alcuni esponenti del movimento di estrema destra.

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Sgombero Casapound, la smentita della questura di Roma

Tuttavia, nella tarda serata di ieri è arrivata la doccia gelata della questura di Roma, che ha negato qualsiasi notifica di sgombero, anche solo a un «piccolo gruppo di iscritti», come nel tardo pomeriggio aveva riportato l’agenzia di stampa Adnkronos. «Non ci risulta, non è vero. Non è stato notificato nulla» – hanno affermato dall’ufficio stampa della Divisione Anticrimine della questura di Roma.

Dunque, lo sgombero Casapound non dovrebbe essere immediato come i tweet di Raggi e Castelli lasciavano presagire. Anche se, di contro, resta in piedi l’ipotesi di un sequestro dell’autorità giudiziaria, visto che – in questo senso – ci sarebbero due esposti dell’Anpi e del Demanio che richiedono un provvedimento nei confronti degli occupanti dello stabile in via Napoleone III, a pochi passi dalla stazione Termini.

Bisognerà aspettare, dunque. E come – ormai da tempo – si chiede il famoso account Twitter Hanno sgombrato la sede di Casapound, anche per oggi la risposta è quella di sempre. No.

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