Il ministro dello Sport Spadafora: «Il campionato va avanti, ma a porte chiuse»

di Enzo Boldi | 04/03/2020

Serie A porte chiuse

Il calcio non si fermerà, ma andrà avanti senza pubblico presente (e pagante). Lo ha annunciato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con i vertici del governo italiano. Nessuno stop, dunque, ma il prosieguo (almeno per le prossime settimane) delle attività sportive sarà senza spettatori. La decisione di una Serie A porte chiuse arriva poco dopo la decisione di rinviare le due semifinali di ritorno di Coppa Italia: Juventus-Milan (in programma questa sera a Torino) e Napoli-Inter.

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«Sullo sport cercheremo di contemplare il prosieguo di tutte le attività e anche del campionato ma nel rispetto della salute di tutti – ha detto Vincenzo Spadafora al termine del vertice di governo a Palazzo Chigi -. Serie A porte chiuse? Si va verso questo tipo di provvedimento». E ad anticipare la mossa dell’Esecutivo era stato il consigliere Paolo Scaroni all’uscita delle riunione andata in scena al Palazzo H del Coni con la Lega di A: «Le partite a porte chiuse? Decide il governo». E la strada sembra essere stata indicata.

Serie A porte chiuse, la vie scelta dal governo

La decisione, dunque, sembra essere quella della Seria A porte chiuse per le prossime giornate, a partire dai recuperi del 26esimo turno di campionato che dovrebbe andare in scena – in attesa di conferme ufficiali – nel prossimo fine settimana. A questo punto, infatti, senza la possibilità di far accedere gli spettatori allo stadio potrebbe tornare d’attualità l’anticipo di tutte e sei le partite alla domenica, senza dover attendere il lunedì rendendo più ristretti i giorni di recupero in vista degli impegni nelle Coppe Europee. E il match più atteso resta sempre quello Juventus-Inter in programma all’Allianz Stadium di Torino.

(foto di copertina: da Simone Daino, su Unsplash)

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