Sergio Mattarella nello studio ovale di Donald Trump: «L’Italia è un paese amico»

di Gaia Mellone | 16/10/2019

Sergio Mattarella nello studio ovale di Donald Trump: «L'Italia è un paese amico»
  • Donald Trump ha ricevuto nello studio ovale il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

  • Il colloquio tra i due è ruotato intorno a due temi principali: dazi e Siria

  • La proposta italiana di avviare già degli accordi rifiutata con sgarbo dal tycoon di fronte ai giornalisti

Sergio Mattarella in visita da Donald Trump, a pochi giorni dal Columbus Day, la festa della comunità degli Italiani in America che ha dato il “la” al presidente Usa per accogliere il capo dello Stato italiano con una battuta: «A molti Cristoforo Colombo non piace, a me sì».

Il colloquio tra i due all’interno dello Studio Ovale, durato circa 45 minuti,  ha toccato delicati temi di grandissima rilevanza internazionale come la questione in Siria e i dazi. Proprio su quest’ultimo punto il tycoon ha praticamente rifiutato la proposta del presidente della Repubblica Italiana di fronte ai giornalisti.

Sergio Mattarella nello studio ovale di Donald Trump: «L’Italia è un paese amico»

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Dopo un lungo monologo di Donald Trump, Sergio Mattarella è riuscito con grande diplomazia a portare sul tavolo della discussione temi davvero importanti, a cominciare dai dazi. Dopo aver ricostruito i passaggi che hanno portato alla decisione del Wto sul caso Airbus, e quindi all’autorizzazione ad imporre tariffe aggiuntive sull’import europeo da parte americana, il presidente della Repubblica Italiana ha chiarito che a questi dazi «probabilmente seguirà una reazione europea senza contare che a gennaio la situazione potrebbe rovesciarsi». Questo perché «il Wto dovrà pronunciarsi sui finanziamenti pubblici ricevuti da Boeing» ha continuato Mattarella, evidenziando che a quel punto saranno gli europei a poter imporre dazi sui prodotti made in Usa. Una situazione sconveniente per entrambi i lati dell’Atlantico, tanto che Mattarella ha suggerito di «confrontarsi fin d’ora e cercare  subito un accordo, nello spirito dei legami e dell’alleanza che uniscono Stati Uniti ed Europa». La risposta di Donald Trump è stata però molto netta, quasi scortese considerando che il colloquio era in diretta e di fronte a molti giornalisti. Alla pacata domanda di Mattarella ha risposto dicendo che «quei dazi sono per noi un risarcimento. L’Europa ci ha trattati malissimo e quindi andremo avanti così». L’unico segno di apertura Donald Trump lo ha dato dicendo che valuterà  «se abbiamo caricato l’Italia con un peso eccessivo. Noi abbiamo un rapporto molto stretto con l’Italia».

Non solo dazi, Mattarella ha spostato il discorso anche sulla offensiva turca nel territorio siriano. Donald Trump senza sorprese ha continuato a difendere la decisione di far ritirare le proprie truppe dal confine siriano. Il ritiro delle milizie americane ha lasciato diversi avamposti liberi e abbandonati, che stanno venendo occupati dai soldati russi. «Ora la Siria proteggerà i curdi. A noi va bene così.  – ha aggiunto Trump – Non è un affare che ci riguarda. E i curdi non sono angeli». Mattarella dal canto suo ha chiarito che «Sulla Siria vi ho risposto, non sono qui per dare giudizi su quello che fanno altri Paesi ma per dire la posizioni del mio Paese, che è quella di una condanna senza equivoci».

(Credits immagine di copertina: © Ron Sachs/CNP via ZUMA Wire)