L’esponente di FdI sulla scorta a Liliana Segre: «Ma chi se la inc*la»

di Enzo Boldi | 07/11/2019

Segre

Benaltrismo e volgarità. Ecco a cosa si è ridotta la dialettica politica italiana che, grazie ai social (o per colpa dei social) sdogana quotidianamente un clima di odio che viene condiviso sulle bacheche anche di chi – per ruolo istituzionale – dovrebbe richiamare alla calma sociale. Un compito che deve esser sfuggito alla mente di Francesco Stefanetti che di professione fa il referente di Fratelli d’Italia a San Severo, in provincia di Foggia, che ha accolto con insulti e paragoni la notizia della scorta alla senatrice a vita Liliana Segre.

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«Tolgono la scorta a Capitano Ultimo che ha decapitato Cosa Nostra, perché non gli servirebbe. Danno la scorta a Segre perché sarebbe a rischio… ma chi se la incula?». Questo il pensiero molto poco oxfordiano che ha regalato il referente di Fratelli d’Italia a San Severo alla notizia dell’assegnazione del servizio di tutela personale alla senatrice a vita 89enne che, quotidianamente, riceve circa 200 minacce e insulti. Il suo post (poi rimosso dopo le critiche che gli sono piovute addosso) si conclude con un hashtag: «Sono io scemo?».

Segre e l’insulto dell’esponente di Fratelli d’Italia

Se a questa domanda in molti hanno trovato già una risposta, rimane vergognoso come un esponente di un partito politico che agisce nei territori, in questo caso San Severo in Puglia, possa sentirsi libero di insultare con toni così volgari una senatrice a vita a cui è stata assegnata la scorta dopo le continue minacce. Perché, forse, gli insegnamenti non hanno mai fine. E dopo la buriana, ecco comparire il post di scuse che contiene il classico benaltrismo tipico di questa dialettica politica da social. 

Il post di scuse e benaltrismo

Ma anche questo post di scuse, in cui si cita il capitano Ultimo, è stato cancellato dopo nemmeno un’ora dalla sua pubblicazione (ma gli screenshoot non mentono). Anzi, non si tratta solo di rimozione di questi due contenuti. L’esponente di FdI a San Severo, infatti, ha deciso di oscurare o sospendere il suo profilo Facebook (mentre resta ancora attiva la sua pagina che, però, non contiene alcun riferimento alla questione Segre). Il coraggio dei leoni della politica moderna. Ma siamo noi scemi?

(foto di copertina: ANSA/ CLAUDIA GRECO + Post Facebook di Francesco Stefanetti)