I seggiolini anti-abbandono diventano obbligatori da oggi. E scoppia la polemica

di Enzo Boldi | 07/11/2019

Seggiolini anti-abbandono

I due lati della medaglia di una notizia tanto attesa, ma che ha lasciato spiazzati moltissimi italiani che pensavano di aver più tempo per provvedere all’acquisto di questi dispositivi di sicurezza per i loro bambini. Il Ministero dell’Interno ha, infatti, deciso di anticipare l’obbligo dei seggiolini anti-abbandono facendolo partire da oggi (7 novembre). Inizialmente, quando il provvedimento venne approvato dal Parlamento, la data limite era stata segnata per il 6 marzo 2020. Una differenza temporale che ha trovato moltissimi cittadini impreparati.

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Sui social, come spesso capita, in molti si sono lamentati accusando il governo e il Viminale di non aver valutato l’effetto dell’anticipo di questo obbligo dei seggiolini anti-abbandono a bordo delle automobili. Tantissimi genitori, infatti, aveva segnato sul calendario quella data del 6 marzo 2020 per provvedere all’acquisto dei dispositivi di sicurezza tanto agognati. E questa svolta improvvisa ha provocato indignazione.

I seggiolini anti-abbandono diventano obbligatori da oggi

I motivi della rabbia sono, ovviamente, le tempistiche. L’anticipo inatteso dell’entrata in vigore del provvedimento sta costringendo tantissimi genitori a correre alla ricerca dei seggiolini anti-abbandono per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge. Una 24 ore di passione tra negozi e siti internet presi d’assalto per correre ai ripari.

Gli effetti del provvedimento

Perché, oltre alla sicurezza dei propri bambini, si tiene d’occhio anche il portafoglio. La legge approvata pochi mesi fa (dopo l’ennesimo fatto di cronaca con un piccolo morto perché dimenticato in auto dal proprio padre), prevede sanzioni economiche e non solo. Si parla di 81 euro di multa (fino a 354 euro) per chi viaggia con un bambino di età inferiore ai 4 anni senza aver installato i seggiolini anti-abbandono, oltre alla decurtazione di cinque punti sulla propria patente, fino alla sospensione temporanea della stessa (da 15 giorni a 2 mesi) in caso di recidiva nell’arco di due anni.

(foto di copertina: Allen Eyestone/The Palm Beach Post/ZUMA Wire)

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