Secondo gli Usa Grindr è una minaccia alla sicurezza nazionale

di Gaia Mellone | 28/03/2019

  • Grindr è un'app di incontri per persone «gay, bi, trans, e queer»

  • Creata negli Stati Uniti, è stata acquistata dalla cinese Kunlun Tech nel 2016

  • Il database degli utenti a disposizione del governo di Beijing

Grindr è l’app di incontri per persone gay, bi, trans, e queer più grande del mondo. Una sorta di Tinder per persone che non si identificano come eterosessuali. Creata negli Stati Uniti, è passata sotto il controllo di Beijing nel 2016, e ora desta la preoccupazione del Comitato per gli investimenti esteri statunitense.

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Secondo gli Usa Grindr è una minaccia alla sicurezza nazionale

Il database dell’applicazione di incontri raccoglie i dati di 27 milioni di utenti in tutto il mondo. Ottenne un successo planetario fin dal primo anno della sua creazione nel 2009 quando per opera della Nearby Buddy Finder, LLC. Si diffuse velocemente in tutto il mondo, e nel 2016 è stata venduta a Kunlun Tech, un’azienda cinese molto conosciuta per la distribuzione di videogame. La società di Grindr al momento del passaggio di proprietà aveva rilasciato un comunicato dove chiariva che «nulla cambierà nel modo in cui proteggiamo le tue informazioni personali». La proprietà cinese però continua a preoccupare il Committee on Foreign Investment in the United States (Cfius), che ha invitato l’azienda a rivendere l’applicazione. Questo perché secondo le norme vigenti in Cina, se il governo volesse avere accesso al database dell’app, e quindi ai dati dei profili iscritti, la Kunlun Tech non potrebbe rifiutarsi.

I dati sensibili di 27 milioni di utenti nelle mani di Pechino

Tra quei 27 milioni di utenti ci sono anche americani, ovviamente. Il rischio, secondo il Cfius, è che il governo cinese possa accedere a dati e contenuti che potrebbero rendere ricattabili dipendenti statali come militari, funzionari della sicurezza e di agenzie governative. In questo modo Pechino potrebbe avere accesso a contenuti multimediali, come foto e video, oltre che a dati sensibili come età, preferenze sessuali e sopratutto lo stato di HIV: l’applicazione infatti permette di pubblicare l’ultimo test fatto ed il suo esito. Tutto materiale che potrebbe essere usato contro dipendenti di funzioni governative, per fargli pressione e ricattarli.

La richiesta del Cfius è stata accolta dall’azienda cinese, che infatti ha rimesso sul mercato l’applicazione.

(credits immagine di copertina:  Wikipedia Creative Commons)

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