La discarica abusiva fuori dalla scuola di Scampia. Ma il problema era il ragazzo con le treccine blu

di Enzo Boldi | 09/10/2019

Scuola Scampia
  • L'Istituto Alpi-Levi di Scampia torna a riempire le pagine di cronaca

  • Si trova al centro di un'enorme discarica abusiva a cielo aperto

  • Si tratta della stessa scuola del ragazzo con le treccine blu

L’istituto Alpi-Levi di Scampia, nel Napoletano, era diventato famoso all’inizio dell’anno scolastico per via delle polemiche sul dress code imposte dalla preside (e accettate dai genitori). Dal caso del ragazzo a cui è stato impedito l’ingresso in aula per via delle sue treccine blu, fino a quello dei due fratelli che hanno ricevuto lo stesso trattamento per colpa dei jeans leggermente usurati sulle ginocchia. Un mare magnum di polemiche che sono nulla rispetto alla situazione che si trova al di fuori della scuola Scampia: montagne di rifiuti che accompagnano ogni giorni i bambini nel loro ingresso nell’Istituto.

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Le proteste dei genitori, che ogni giorno erano costretti a guardare i loro figli attraversare quella discarica abusiva a cielo aperto a due passi dalle mura della scuola Scampia, hanno costretto la preside Rosalba Rotondo a chiudere le quattro classi prospicienti al muro di cinta che rappresenta la sola barriera tra l’Istituto scolastico Alpi-Levi e quella valanga di rifiuti maleodoranti. Il tutto è stato immortalato dalle telecamere del Corriere della Sera che offrono un quadro imbarazzante della situazione che, tra l’altro, non è recente.

La scuola Scampia immersa nei rifiuti di una discarica abusiva

Una discarica abusiva a cielo aperto sul passaggio dei bambini. Una mamma ha raccontato al Corriere di come questa situazione non sia una novità, ma da mesi (se non anni) si continuano a gettare rifiuti a pochi metri dal muro di cinta che separa la scuola Scampia dalla strada. Una via che, tra l’altro, è uno dei passaggi che utilizzano i bambini per entrare nell’Istituto.

I roghi nella notte

Adesso, dopo la decisione della preside, gli alunni delle quattro classi chiuse sono costretti a seguire le lezioni in un’area della mensa scolastica che è stata adibita ad aula. Un qualcosa di inaccettabile che si va a sommare al fatto che spesso e volentieri (l’ultimo caso risale al 21 settembre) quel’ammasso abusivo venga dato alle fiamme, sprigionando quanto di meno salubre possibile. Il tutto sotto il naso, gli occhi e i piedi dei bambini. Ma lì il problema erano le treccine blu e i jeans consumati.

(foto di copertina: da video de Il Corriere della Sera)

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