Cos’è lo ‘Sconto idraulico’ a cui sta pensando il governo

14/10/2019 di Enzo Boldi

Più che cashback sembra uno step-back. Sul tavolo del governo, in vista della Manovra 2020, si stanno affollando una serie di idee da inserire nel testo finale. L’ultima ipotesi – fra le tante – è quella che porta il nome di Sconto Idraulico. Si tratta di una detrazione ad hoc per una serie di spese effettuate mediante pagamento elettronico e, dunque, tracciabile. Il nome fa riferimento all’idraulico (ma poteva essere anche elettricista o altro) per via dell’alto tasso di nero che si accumula nei pagamenti in contanti e senza fattura in Italia.

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In poche parole, dunque, lo Sconto idraulico non è nient’altro che una detrazione (si sta pensando a una percentuale tra il 10 o il 19%) – come accade già per gli altri sconti a livello fiscale, come le spese mediche in base a una soglia minima sulla dichiarazione dei redditi di 129,11 euro – per chi decide di saldare il conto con il proprio professionista di fiducia attraverso il pagamento con bancomat, carte prepagate o carte di credito.

Sconto Idraulico, la nuova misura al vaglio del governo

Non si tratta, ovviamente, solo di uno sconto idraulico. Dovrebbero essere diverse le professioni toccate da questo provvedimento fiscale (ancora al vaglio, quindi solamente in fase teorica): dalle prestazioni professionali in casa (anche elettricisti e altri lavori edili all’interno della propria abitazioni) ai parrucchieri. Stesso discorso dovrebbe valere anche per il pagamento del conto al ristorante.

I rischi di una decisione simile

Una mossa per sconfiggere il nero. Giusto. Ma non sembra poter essere una mossa decisiva per la lotta al sommerso che in Italia continua a toccare cifre da record. La soluzione, come lo è stata finora con le mancate fatturazioni tramutate in sconto Iva sulle prestazioni, potrebbe portare solamente a un ulteriore sconto da parte di professionisti per abbassare le tariffe. Positivo per i cittadini che si troverebbero a pagare cifre più basse; negativo per lo Stato che perderebbe ulteriori entrate. Non sembra esser questo il modo giusto per combattere l’evasione.

(foto di copertina: Pixabay License)

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