Schivenoglia, vince il no al referendum sull’allevamento dei maiali

25/09/2017 di Redazione

Schivenoglia dice no all’allevamento intensivo di 10 mila maiali. Al referendum consultivo organizzato nel piccolo paese mantovano hanno prevalso in modo piuttosto netto i contrari all’insediamento dell’allevamento da 10.600 suini proposto dall’azienda Biopig.

SCHINEVOGLIA, VINCE IL NO AL REFERENDUM SUL NUOVO ALLEVAMENTO DI MAIALI

Per realizzare questo investimento era necessaria una variante al PGT di Schivenoglia  oggetto della consultazione. Nonostante si tratti di un referendum consultivo l’amministrazione comunale si è impegnata a rispettare l’esito del voto. I no sono stati 332, il 53,5% dei voti i sì invece 288. A Schivenoglia  le proteste contro gli allevamenti intensivi di maiali sono numerosi. All’interno del paese mantovano ci sono oltre 8 mila suini, che se fosse passato il referendum sarebbero aumentati in modo rilevante. Secondo gli abitanti l’inquinamento prodotto dall’allevamento intensivo di maiali rende l’aria irrespirabile. A inizio luglio Giornalettismo aveva sentito il vicepresidente del Comitato aria pulita Gaeta di Schivenoglia in merito al referendum. «Ancora non si conosce esattamente il quesito – dice Basaglia – ma è volontà della maggioranza inserire anche la promessa di Cascone (Luigi Cascone è il titolare della Biopig, ndr) di bonificare una ex latteria in cui sono attualmente reclusi circa 1500 suini.

LEGGI ANCHE > SCHIVENOGLIA, IL PAESE CHE SI RIBELLA PERCHÉ CI SONO TROPPI MAIALI

LA PROTESTA DI SCHIVenOGLIA CONTRO L’ALLEVAMENTO DEI MAIALI

Il quesito dovrebbe chiedere ai cittadini solo se intendono approvare la deroga alla norma del nostro PGT che fu introdotta nel 2011 dall’amministrazione precedente come salvaguardia dopo che era stato approvato l’insediamento di un allevamento di 6000 suini della stessa ditta. La bonifica della ex latteria è stata introdotta a posteriori dopo la nostra protesta e ha lo scopo di spostare l’attenzione di molti cittadini su questo annoso problema». «Ora – conclude l’attivista – ci sentiamo in trappola. Vorremmo bloccare il quesito e sensibilizzare ulteriormente i cittadini sui tanti impatti dannosi di questo insediamento, non ultimo il benessere animale».

IL VIDEO DI ANNOUNO SUI PROBLEMI DEGLI ALLEVAMENTI DEI MAIALI

Share this article