Sara Cunial espulsa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle

di Gaia Mellone | 17/04/2019

Sara Cunial espulsa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle
  • Sara Cunial, deputata veneta no vax, è stata espulsa dal movimento 5 stelle

  • In diverse occasioni aveva messo in difficoltà il movimento. Ora è stata avviata la procedura per cacciarla

  • L'intervento in aula sulle «agromafie» è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso

Quando Sara Cunial organizzò l’evento dell’associazione NO-Vax Corvelva presso la sala stampa del Parlamento, si rese conto che il Movimento 5 Stelle non la sosteneva. Eppure la deputata veneta ha deciso di forzare ancora la mano: non ha nemmeno votato la legge di Bilancio, e quando è stata richiamata ha risposto con una lettera di insulti in cui provocava «se non vi sta bene mandatemi via». E dopo l’intervento in aula, è arrivata la massima pena: avviata la procedura di espulsione.

Sara Cunial espulsa dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’intervento in aula in cui ha accusato il suo gruppo di voler fare «uno scempio a favore della agromafie». E quando è troppo, è troppo: il direttivo si è riunito e ha votato decretando la sua espulsione dal Movimento e la segnalazione ai Probiviri. «Questa sera abbiamo avviato ufficialmente la procedura di espulsione della deputata Sara Cunial dal gruppo parlamentare della camera del M5S» fanno sapere i pentastellati in una nota nella serata di ieri.

«Ha assunto posizioni antiscientifiche su tutto, anche sulla Xilella» ha commentato il capogruppo Francesco D’Uva. Cunial inoltre «portava in aula emendamenti senza discuterne con nessuno» e come se non bastasse «in commissione Agricoltura poi, prendeva in giro i colleghi» continua D’Uva. E sull’intervento che le è stato galeotto, il capogruppo dice: «HA detto in aula che il M5S favorisce le agromafie, l’ultimo di tanti episodi e comportamenti scorretti. Cose che non vanno bene in un gruppo democratico in cui bisogna collaborare».

(credits immagine di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI)