L’Unità, Santoro contro Belpietro: «Non c’è trippa per gatti, perché nessuno ha i soldi per pagare la trippa»

di Gianmichele Laino | 31/05/2019

Santoro
  • La firma del numero speciale de L'Unità da parte di Belpietro continua a far discutere

  • Michele Santoro spiega perché questa operazione è impossibile

  • E dice che non ci sono abbastanza soldi per pagare il gruppo Pessina

Breve antefatto, prima della reazione di Michele Santoro. Per capire che L’Unità – inteso come il quotidiano fondato da Antonio Gramsci – esiste ancora. Ma per non perdere il diritto di proprietà della testata, ha bisogno di andare in edicola almeno una volta all’anno, anche se i suoi dipendenti sono in cassa integrazione (una cassa integrazione che, tra l’altro, scade a giugno). I proprietari della testata sono i costruttori Pessina che, quest’anno, hanno deciso di far firmare il numero unico de L’Unità a Maurizio Belpietro, giornalista non proprio in linea con la visione gramsciana del mondo.

Santoro contro Belpietro e la notizia del suo presunto acquisto de L’Unità

Un affronto per tutti coloro che danno ancora un valore, non solo economico, alla testata storica della sinistra. Nei giorni scorsi, Michele Santoro si era fatto avanti per acquistare il giornale. La sua reazione alla decisione di far firmare il numero speciale a Maurizio Belpietro è stata affidata al portale michelesantoro.it.

Ovviamente, le parole di Michele Santoro non sono affatto dolci nei confronti del direttore de La Verità. Nella prima parte del suo intervento, il giornalista ha fatto un riferimento all’episodio del presunto attentato allo stesso Belpietro, descrivendolo così: «Belpietro rimane tuttavia un ottimo attore penalizzato da autori e produttori maldestri come ne “l’Attentato”, lo straordinario progetto cinematografico scritto a sua insaputa e rimasto incompiuto. Un gruppo di terroristi federati delle BR dell’IRA e dell’ISIS cercava di accopparlo a casa sua e veniva messo in fuga dagli eroici poliziotti tra un crepitare di spari. Un action perfetto per utilizzare al meglio il profilo di un martire della libertà. Purtroppo non andò in porto perché si cercarono a lungo, e non si trovarono, attori all’altezza per la parte dei cattivi».

Santoro spiega perché il matrimonio Belpietro-Unità non si farà

Poi, entra nel merito della questione e spiega perché, nonostante le voci di una trattativa già avanzata e di un progetto che vedrebbe L’Unità passare nelle mani di Belpietro, affidandosi – per la direzione – a Luca Telese, questa ipotesi è di fatto impossibile. «Ma forse perfino il piccolo film, possibile preludio al Kolossal “Belpietro alla ricerca de l’Unità perduta”, non si farà. E non perché Belpietro non sia Harrison Ford e nemmeno Totò ma perché nessuno ha tirato fuori i soldi per comprare la trippa. Non c’è più trippa per il PD, dopo Renzi e i giochi di prestigio con i Pessina, e non c’è trippa per i Pessina coi giochi di prestigio di Belpietro e Salvini».

L’epigrafe conclusiva è significativa: «I gatti spariranno e dilagheranno le zoccole».