L’Umbria ha votato per la governatrice che vuole «potenziare la sanità privata»

di Redazione | 29/10/2019

sanità privata

Pagina 22 del programma di Donatella Tesei, la leghista diventata presidente della Regione Umbria nella notte tra domenica e lunedì. Nella sezione specifica si parla della sanità e delle migliorie che l’allora candidata avrebbe voluto apportare al settore nella regione, presentato sempre come una sorta di fiore all’occhiello. Per spazzare via qualsiasi dubbio, la candidata leghista afferma: «Sarà strategico potenziare il tasso di coinvolgimento del settore privato, che in Umbria è pari a 1/3 di quello della Lombardia».

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Sanità privata Umbria: il programma di Donatella Tesei

Ora, anche sorvolando sul fatto che l’Umbria abbia meno di un decimo degli abitanti della regione Lombardia, la dichiarazione di intenti della rappresentante di tutte le forze del centrodestra unite non ha fatto mistero di voler potenziare il settore della sanità privata in Umbria, riservando soltanto altre indicazioni generiche e poco impattanti per quanto riguarda invece il settore pubblico.

Le indicazioni di Anna Ascani sulla sanità privata Umbria

Gli umbri, scegliendo Donatella Tesei, hanno favorito questo passaggio. Quanti di loro era davvero a conoscenza di questo aspetto del programma della neo-governatrice leghista? La questione è stata posta da Anna Ascani, sottosegretario all’Istruzione in quota Italia Viva. La deputata lo ha affermato nel corso della puntata di Agorà di questa mattina.

«A pagina 22 del programma di Donatella Tesei – ha detto Anna Ascani – c’è scritto che la Regione deve andare verso un modello di sanità privata. Si tratta della prima volta che si invoca la privatizzazione. Gli elettori non l’hanno votata per questo. L’hanno votata per cambiare».

Ovviamente, di mezzo c’è anche il riferimento a un modello Lombardia che, chiaramente, non può essere rapportato a quello dell’Umbria. Oltre al numero inferiore di abitanti, la regione del Centro Italia ha anche un numero di strutture inferiori, ma rapportate alle reali esigenze della popolazione locale. Che adesso dovrà affrontare cinque anni in cui questo sistema ospedaliero verrà favorito. A discapito del sistema pubblico?

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