Il papà musulmano che scrive alle maestre: «Coinvolgete i miei figli nelle feste di Natale»

di Redazione | 15/12/2018

San Giuliano Milanese
  • Banour Taik è un papà musulmano

  • I suoi figli frequentano l'istituto Cavalcanti di San Giuliano Milanese

  • «Coinvolgete i miei figli nelle feste di Natale»

Di fake news contro scuole che bandiscono le recite di Natale per rispetto del multiculturalismo il web è pieno. Rispondono a quella logica dell’odio e del sospetto che tanto piace alla società dei nostri giorni. Da San Giuliano Milanese, tuttavia, arriva una storia diversa, che racconta la disponibilità al dialogo interreligioso.

La storia di Natale di San Giuliano Milanese

Banour Taik è un papà musulmano. Ha chiesto ai suoi due bambini che frequentano l’Istituto Cavalcanti di aprire il loro diario e di scrivere una lettera alle maestre, in vista dei prossimi eventi organizzati in vista delle vacanze di Natale. Non per protestare, come vorrebbe un certo tipo di narrazione negli ultimi tempi, ma per fare una specifica richiesta.

«L’Islam chiede che vengano rispettate tutte le religioni – ha scritto -. Pertanto, dal momento che i miei due figli sono nati in Italia, io sono molto contento che imparino a conoscere la tradizione del Paese che li ospita». Quindi, ha chiesto al corpo docente di coinvolgere i propri bambini nelle festività natalizie.

Banour Tarik: «I miei figli sono nati in Italia e devono conoscere le sue tradizioni»

Banour Tarik ha 38 anni, ha una visione molto aperta. Del resto, si trova in Italia da quando ha 20 anni, arrivato nel nostro Paese dal Marocco. Si è perfettamente integrato nella comunità di San Giovanni Milanese, un comune nella città metropolitana di Milano. Nella ditta di logistica all’interno della quale lavora da tempo si è adoperato in prima persona per realizzare le decorazioni natalizie. Il tutto, sempre in compagnia di Marwan e Youssef, che hanno partecipato al montaggio dell’albero di Natale.

«Da genitore voglio insegnare questi valori ai miei figli» – ha scritto Tarik. La sua storia è stata raccontata dal quotidiano online Il Cittadino di Lodi. E, in questo momento difficile per il dialogo tra religioni, sta diventando virale sui social network.

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