Salvini parla di censura contro Altaforte, dimenticando lo striscione contro la Lega fatto rimuovere a Salerno

di Enzo Boldi | 09/05/2019

Salvini rogo Libri Torino
  • Matteo Salvini, in comizio a Pesaro, ha parlato di censura facendo riferimento a quanto accaduto al Salone del Libro

  • Sostiene che non possa esser fatto un processo alle idee e che ci sia stato un rogo di libri

  • Solo due giorni fa la Polizia sequestrò uno striscione contro la Lega a Salerno. Censura a targhe alterne?

Dopo molti giorni in cui ha preferito non rilasciare dichiarazione sulla vicenda che lo ha visto indiretto protagonista, Matteo Salvini ha parlato del suo libro-intervista edito da Altaforte di Francesco Polacchi, dichiaratamente nostalgico del fascismo e molto vicino a CasaPound. Dopo l’esclusione dal Salone Internazionale del Libro di Torino, il leader della Lega ha parlato apertamente di censura e ha detto che sono state messe sotto processo le idee.

«Siamo nel 2019 alla censura dei libri in base alle idee, al rogo dei libri che non ha mai portato fortuna in passato – ha detto Matteo Salvini dal palco di piazza del Popolo a Pesaro, dove è impegnato in un comizio del Carroccio -. La minoranza di sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può fare musica, chi può fare teatro, chi può pubblicare libri. Alle idee si risponde con altre idee, non con la censura. Alla faccia dei compagni e dei democratici, che decidono chi può andare al Salone del Libro e chi non ha diritto ad andarci».

Per Salvini a Torino hanno fatto un rogo dei libri

E invece no. Il fascismo, decantato ed esaltato da Francesco Polacchi, l’editore di Altaforte, non è un’idea, ma un crimine. Così come ne è reato l’apologia. E la casa editrice che ha pubblicato il libro ‘Io sono Matteo Salvini’ ha deciso di sua spontanea volontà – anche per avere un impatto mediatico e commerciale mai avuto prima – di inserirsi in quel segmento che non è un’opinione, ma un reato.

La censura a Salerno contro una contestatrice

Per Matteo Salvini, quindi, la censura non è mai giusta. Chissà cosa ne pensa la signora la cui casa è stata perquisita dalle forze dell’ordine a Salerno, in occasione della visita del ministro dell’Interno nella città campana. La donna aveva esposto uno striscione che citava una vecchia canzone di Pino Daniele che recitava: «Questa Lega è una vergogna». Lei è stata censurata. E siamo sempre nel 2019.

(foto di copertina: ANSA/NICOLA MARFISI)