Secondo Salvini il suo fan che ha insultato la poliziotta a Verona è solo un «maleducato»

di Enzo Boldi | 02/04/2019

Salvini poliziotta aggredita a
  • Matteo Salvini ha derubricato a "maleducazione" gli insulti del suo sostenitore contro la poliziotta a Verona

  • In compenso dice che chi lo contesta è un drogato che si fa le canne e appartiene ai centri sociali

  • La coerenza del ministro si perde in un episodio che riguarda le sue difese forze armate

Come volevasi dimostrare. Ci ha messo qualche giorno Matteo Salvini a prendere posizione nei confronti di Karim, il suo giovane sostenitore che a Verona – durante il fine settimana che ha ospitato il Congresso delle Famiglie – ha insultato un’agente della Digos donna mostrandole il fondo schiena e andando oltre ogni limite dell’oltraggio a un pubblico ufficiale. Ci si aspettava, da chi difende e indossa (senza titolo e motivo) le varie divise delle forze dell’ordine, un pugno di ferro da parte del Ministro dell’Interno che, però, ha preferito derubricare l’episodio a un mero atto di «maleducazione».

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«Lo dico da ministro dell’Interno, da cittadino: le forze dell’ordine devono essere rispettate e tutelate, neppure sfiorate –  ha detto Matteo Salvini a margine del suo comizio a Firenze, riferendosi a quanto accaduto a Verona dove il giovane Karim che si è definito un suo fan ha offeso le forze dell’ordine l’agente della Digos in borghese durante la marcia in concomitanza con il Congresso delle Famiglie -. Stamani ho chiamato una dirigente della polizia di Verona che ha avuto a che fare sabato scorso con un maleducato».

Per Salvini il suo fan è stato solo maleducato

Un maleducato, ecco. Non un esaltato, uno che (al netto delle scuse presentate il giorno successivo) portava avanti e in alto quel braccio destro teso verso il cielo. Ecco, solo un maleducato. Una derubricazione ufficiale che non poteva essere inattesa, come già accaduto nel passato e più volte analizzato. E il tutto culmina con le sue parole sulla sua visita nel capoluogo toscano: «Conto di tornare a Firenze senza centri sociali in giro a rompere le scatole, perché quella non è contestazione, è altro».

Chi contesta lui, invece, è un tossico

È altro. Perché chi contesta il ministro è per forza una persona che frequenta i centri sociali, uno che «si fa le canne» e un drogato – come spesso detto da Salvini dai palchi di tutta Italia non appena qualcuno osava alzare la voce mentre lui parlava della sua politica e di quella della Lega. Ecco, chi non ha le sue stesse idee è un tossico, chi lo condivide, fa saluti romani e dopo insulta le forze dell’ordine è solo un maleducato. La coerenza.

(foto di copertina: ANSA / MATTEO BAZZI)