Salvini fa il romantico: «Non riuscirò mai a parlar male di Luigi Di Maio»

di Enzo Boldi | 14/08/2019

  • Il leader della Lega ha parlato del suo rapporto con Luigi Di Maio a RTL 102.5

  • Ha detto che non riuscirà mai a parlare male di lui, ma se si litiga troppo...

  • Il rapporto Salvini-Di Maio è il classico esempio degli opposti che si attraggono, ma poi si lasciano

La coppia è scoppiata, ma il leader della Lega prova a metter da parte – almeno a livello dialettico – le tensioni con il suo quasi ex socio di maggioranza, con una frase dal sapore romantico di quello che poteva essere, ma che alla fine non è stato. Il rapporto Salvini-Di Maio si è concluso in questi giorni, dopo la rottura del Carroccio con il Movimento 5 Stelle, la richiesta di voto anticipato e la conclusione (ormai la strade è segnata inesorabilmente) di questa esperienza di governo del Cambiamento. E lo stesso ministro dell’Interno ne parla come di un rapporto sentimentale finito male. A malincuore. Anche se il leader pentastellato sembra tirar via dritto.

LEGGI ANCHE > Salvini: «Io contestato? Ma se sui social il mio discorso al Senato è stato visto da 40mila persone»

«Di lui non riuscirò mai a parlare male, abbiamo lavorato bene e intensamente per tanti mesi, ma poi sono iniziati i no – ha detto il leader della Lega nella sua intervista radiofonica a RTL 102.5 rispondendo a una domanda sul rapporto concluso Salvini-Di Maio -. Ma se in una coppia passi più tempo a litigare…». Puntini di sospensione che lasciano in stand by un discorso dal sapore di un sentimento politico esauritosi nel corso del tempo. Una vena che sa quasi di romanticismo dopo le intemperanze degli ultimi giorni che hanno reso ancor più evidente come gli opposti, in amore come in politica, si possono attrarre ma rischiano di non avere futuro.

Salvini-Di Maio, il romanticismo del leader della Lega

Una storia politica che si è esaurita, secondo il j’accuse del leader della Lega e di tutto il partito che guida, per via dell’ostracismo del Movimento 5 Stelle che avrebbe pronunciato troppi no nel corso dei 14 mesi di relazione politica. Una strategia che poco si confà alle idee della Lega che, a differenza dei pentastellati, sostiene di aver voluto tutto e subito per far ripartire l’Italia. E l’esempio più emblematico è quello del progetto Tav e le divisioni insanabili che si sono trasformate in strappi con il voto in Aula.

Con i se e con i ma…

Insomma, il rapporto Lega-M5S e quello Salvini-Di Maio si è concluso con tanti dubbi. Ma il vecchio motto recita: «Con i se e con i ma la storia non si fa». E l’esperienza di governo, ormai agli sgoccioli qualsiasi sarà la decisione del presidente Sergio Mattarella, ha tutti i crismi di qualcosa che poteva essere, ma che non sarà mai.

(foto di copertina: Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire)