Salvini a Camilleri: «Scrivi che ti passa»

di Redazione | 12/06/2019

Salvini contro Camilleri
  • Matteo Salvini ha criticato lo scrittore Andrea Camilleri

  • L'ideatore del personaggio del Commissario Montalbano aveva detto: "Vederlo baciare il rosario mi fa vomitare"

  • Poi parla di immigrazione e della chiusura del Cara di Mineo

Attacco in diretta da parte di Matteo Salvini contro Andrea Camilleri, lo scrittore e sceneggiatore, autore della saga del commissario Montalbano. In un live su Facebook, in cui ha parlato diffusamente delle tematiche dell’immigrazione, il leader della Lega e ministro dell’Interno ha voluto «salutare» lo scrittore che si era espresso così nei confronti di Salvini: «Quando lo vedo che bacia il Rosario mi fa vomitare».

LEGGI ANCHE > Camilleri sul 25 aprile: «Salvini ha una mentalità fascista, Montalbano si dimetterebbe»

Matteo Salvini contro Camilleri: «Scrivi che ti passa»

«Non capisco cosa possa far vomitare le persone, se io bacio il Rosario o se parlo del Cuore Immacolato di Maria, di San Benedetto, di San Francesco o di Padre Pio da Pietrelcina – ha detto Matteo Salvini dal tetto del Viminale -. Mi dispiace, perché poi a me il commissario Montalbano piace. Che cosa posso dire a Camilleri? Lo saluto e dico ‘scrivi che ti passa’».

L’annuncio sul Cara di Mineo e sulle morti nel Mediterraneo

Matteo Salvini, poi, ha annunciato la chiusura entro il mese di luglio del Cara di Mineo, il centro di accoglienza per migranti che, a quanto pare, sarà smantellato entro la fine del prossimo mese. Secondo Matteo Salvini, quel posto era diventato un luogo di spaccio e di sfruttamento della prostituzione, che ha causato gravi problemi di ordine pubblico, tra cui furti e stupri. «Da 4000 persone presenti si passerà a zero» – ha detto Salvini, annunciando la sua presenza in Sicilia in occasione della chiusura.

Inoltre, ha parlato dei dati delle ong sulle morti in mare. Ovviamente, Matteo Salvini ha notato la diminuzione del dato assoluto: tuttavia, come al solito, il ministro dell’Interno dimentica di raffrontare il dato con la diminuzione delle partenze e con i minori numeri di intervento delle ong proprio a causa della politica dei cosiddetti porti chiusi.