Salvatore Nicitra, l’ex boss della Banda della Magliana e il racket del gioco d’azzardo da Nord a Sud

di Enzo Boldi | 11/02/2020

Salvatore Nicitra
  • Il nome di Salvatore Nicitra torna sulle pagine della cronaca

  • L'ex boss della Banda della Magliana coinvolto in un'operazione della DDA

  • L'accusa: gestiva il monopolio, con metodo mafioso, del gioco d'azzardo al Nord e a Roma

Salvatore Nicitra si trovava già in carcere – è stato arrestato, nuovamente, nel 2018 – quando, questa mattina, i Carabinieri hanno effettuato una maxi-operazione che ha portato al fermo di 38 persone coinvolte, a vario titolo e con diversi capi di imputazione, in un’indagine della DDA sul racket del gioco d’azzardo (e non solo). Lui, ex boss della Banda della Magliana che, all’epoca, guidava la fronda anti Danilo Abbruciati in un gioco di leadership nella criminalità che – partita da Roma – si stava estendendo in tutta Italia, sarebbe uno dei vertici di un’associazione a delinquere (di stampo mafioso) che si era impadronita del Monopolio del gioco d’azzardo (inteso come video-slot e video-lottery) nel Nord Italia.

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L’operazione, coordinata dalla Procura di Roma e mossa dalle indagini del Dipartimento Distrettuale Antimafia, ha portato all’arresto di 38 persone tra Roma, Viterbo, Terni, Padova, Lecce, con ramificazioni anche all’estero (Spagna e Austria). E a muovere i fili, secondo gli inquirenti, ci sarebbe anche quel Salvatore Nicitra, già in carcere dal 2018 dopo l’arresto dei carabinieri nel corso dell’e indagini sul caso Hampa.

Le indagini su Salvatore Nicitra

Salvatore Nicitra, siciliano di nascita ma con una storia criminale (secondo le accuse) che si è spostata nella capitale per poi salire verso il Settentrione, è accusato di aver «monopolizzato l’area a Nord della Capitale – si legge nel comunicato diffuso questa mattina – assumendo il controllo, con modalità mafiose, del settore della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d’azzardo (slot machine, videolottery, giochi e scommesse on line), imposte con carattere di esclusività alle attività commerciali di Roma e provincia».

Il suo ruolo nella Banda della Magliana

Lui, considerato uno dei cinque ‘Re di Roma’ dell’epoca moderna, insieme a Massimo Carminati (anche lui agli arresti per il caso Mondo di Mezzo), Michele Senese, Giuseppe Casamonica e Giuseppe Fasciani, è stato uno di nomi di spicco anche della Banda della Magliana. Grande amico di Enrico de Pedis e Franco Giuseppucci, è stato accusato di aver gestito per anni lo spaccio nella zona di Primavalle e il gioco d’azzardo in quella zona. Ora il nuovo caso, ad anni di distanza.

(foto di copertina: da free commons Pixabay)