La presenza di Altaforte porta a molte defezioni al Salone del Libro, ma sui social spopola #IoVadoaTorino

di Enzo Boldi | 06/05/2019

Salone del Libro
  • Dopo la conferma della casa editrice Altaforte al Lingotto, arrivano le prime defezioni al Salone del Libro

  • Wu Ming Foundation, Anpi e Carlo Ginzburg hanno cancellato la loro presenza

  • Sui social nasce l'hashtag #iovadoatorino e Michela Murgia invita tutti a non mancare per non lasciare spazio al fascismo

Dopo la conferma della presenza di Altaforte al Salone del Libro di Torino, stanno arrivando i primi passi indietro di alcuni partecipanti che si rifiutano di prender parte alle stessa fiera che ospiterà anche una casa editrice molto vicina a CasaPound e ai valori neofascisti mani negati dai suoi militanti. Il primo è stato l’assessore alla cultura del III Municipio di Roma Christian Raimo, che si è dimesso dal suo ruolo di consulente del Salone – anche se ha annunciato comunque la sua presenza al Lingotto -; po è stato il turno del collettivo di scrittori Wu Ming Foundation, seguito dall’Anpi e da Carlo Ginzburg. Sui social, però, è partito l’invito a partecipare per dimostrare di non essere scacciati via e non darla vinta a nessuno: ed è così che l’hashtag #iovadoatorino è diventato trending topic nel giro di poche ore.

«Comunichiamo che la Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, ha annullato la sua partecipazione al Salone del Libro di Torino dove avrebbe dovuto presentare, il 10 maggio, il volume di Tina Anselmi ‘La Gabriella in bicicletta’ edito da Manni – si legge in una nota condivisa sui social dall’Anpi -. Il motivo è legato all’intollerabile presenza al Salone della casa editrice Altaforte che pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché la rivista Primato nazionale, vicina a CasaPound e denigratrice della Resistenza e dell’ANPI stessa». Una scelta che ricalca quanto già fatto da altri.

 

People lascerà lo stand vuoto

Anche People, la casa editrice nata da un’idea di Giuseppe Civati, Stefano Catone e Francesco Foti, ha deciso di dissociarsi dalla scelta del Salone del Libro di Torino. Il loro stand tra i padiglioni del Lingotto rimarrà vuoto, ma loro saranno comunque presenti con altre iniziative nella città della Mole: «Saremo rappresentati solo dalla scritta “Stand against fascism” che intendiamo affiggervi – si legge nel comunicato lanciato sui canali social -. Non intendiamo, tuttavia, ritirarci silenziosamente dalla lotta contro la marea nera che sta dilagando. Al contrario, saremo comunque presenti in città, e annunceremo presto gli eventi che terremo al di fuori del Salone, come gesto di protesta».

Il Salone del libro ancora tra le polemiche

Altre persone e personalità, invece, hanno deciso di aderire all’hashtag #iovadoatorino, per dimostrare a tutti che la presenza di un editore come Altaforte, molto vicino a CasaPound, debba essere un motivo in più per essere al Salone del Libro, come spiega anche la scrittrice Michela Murgia su Facebook, dove annuncia la sua presenza e partecipazione alla Fiera che si terrà al Lingotto da giovedì 9 a lunedì 13 maggio.

Michela Murgia e l’invito a #iovadoatorino

«Ci sono casi – casi come questo – in cui l’assenza non ci sembra la risposta culturalmente più efficace. Per questo motivo non lasceremo ai fascisti lo spazio fisico e simbolico del più importante appuntamento editoriale d’Italia – scrive Michela Murgia -. Saremo invece l’uno accanto all’altra per leggere, parlare, testimoniare e incontrare i lettori e le lettrici in un momento in cui ogni spazio democratico va difeso palmo a palmo. Personalmente non cancellerò alcun incontro, ma userò l’unico in cui presentavo un libro mio per leggere un testo che ricordi cosa ha fatto il regime fascista in questo paese, chi ha perseguitato, chi ha ucciso, chi ha mandato al confino e quale responsabilità mai affrontata si porta addosso chi lo rimpiange».

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)