Sallusti a Otto e Mezzo: «Non è che Conte ha ‘venduto’ Salvini agli americani?». Ma Travaglio lo riprende

di Enzo Boldi | 08/10/2019

Sallusti

Mentre Matteo Renzi ribadisce la sua posizione su Giuseppe Conte che dovrebbe riferire al Copasir sui contatti con i servizi segreti americani, in televisione va in scena l’ennesimo duello tra Alessandro Sallusti e Marco Travaglio. Dopo gli insulti in punta di penna, a Di Martedì (su La7), il direttore de Il Giornale prova a ricostruire il calendario dei presunti contatti del presidente del Consiglio in relazione all’audio poi pubblicato da BuzzFeed. Il direttore de Il Fatto Quotidiano, però, spiega come l’inchiesta della procura di Milano sul caso Russiagate – o Rublogate – che vede coinvolto Savoini (ex consigliere e collaboratore di Matteo Salvini) sia partita dall’inchiesta pubblicata da L’Espresso molti mesi prima.

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Alessandro Sallusti, rispondendo a una domanda di Giovanni Floris su Giuseppe Conte e l’eventuale necessità di riferire al Copasir, ha posto una domanda: «Non è che Conte ha ‘venduto’ Salvini agli americani?». Il suo discorso si estrinseca attorno ad alcune date: l’endorsement di Donald Trump al presidente del consiglio uscente (e poi rientrante) subito dopo la crisi di governo (che però ha voluto Salvini), confermerebbe questa sua tesi che, però, non è confermata neanche da lui stesso.

Sallusti e l’ipotesi di complotto di Conte contro Salvini

A smentire questa ricostruzione è stato Marco Travaglio che ha ribadito come l’inchiesta della Procura di Milano sui presunti fondi russi alla Lega, sulla trattativa (anch’essa ancora presunta nonostante i file audio e i documenti in mano agli inquirenti) che ha visto protagonista Gianluca Savoini all’Hotel Metropol di Mosca (il 18 ottobre del 2018) sia partita non dopo la diffusione di quelle intercettazioni da parte di BuzzFeed, ma dopo l’inchiesta de L’Espresso.

La ricostruzione temporale di Travaglio

Insomma, la realtà sembrerebbe smentire la ricostruzione azzardata da Alessandro Sallusti che allude al fatto che quell’intercettazione nell’Hotel Metropol potesse esser stata fatta dai servizi segreti americani perché Giuseppe Conte avrebbe ‘venduto’ Matteo Salvini agli americani.

(foto di copertina: da diretta video di Otto e Mezzo, su La7)