Dalle parole di Sala si capisce che non sarà sindaco durante le Olimpiadi 2026

Il sentiment del web più profondo nei confronti della sentenza di condanna per falso (sei mesi convertiti in 45mila euro di multa) è ovviamente quello di attacco indiscriminato al sindaco di Milano e al suo partito di riferimento, il Pd. In modo particolare, si mette in correlazione il successo di Milano e Cortina nei giochi olimpici invernali del 2026, con la precedente esperienza di Giuseppe Sala alla guida di Expo 2015.
Sala, le critiche sul web per la sua organizzazione di Milano-Cortina 2026
Ovviamente, non c’è nulla di più sbagliato, visto la portata comunque diversa dei due eventi. Ma allo stesso modo, non ha alcun fondamento l’assunto – twittato e condiviso sui social network – che le olimpiadi 2026 verranno «gestite da un delinquente».
La condanna per un atto – che ha avuto anche attenuanti generiche, come quella di essere stato commesso per una particolare e più alta valenza sociale – non mette in dubbio la comprovata competenza politica di un amministratore che, secondo la vulgata comune (persino quella di Matteo Salvini che si è detto orgoglioso di come è stato gestito Expo), sta svolgendo bene il suo lavoro.
Tuttavia, la condanna è arrivata. E se questa ha lasciato spiazzato il sindaco di Milano – che ha parlato anche di una sentenza che arriva dopo sette anni e che riguarda un vizio di forma -, è pur vero che di questa va preso atto. Dal momento che la condanna non riguarda la sua attività di sindaco, Beppe Sala non si dimetterà e continuerà ad amministrare anche per i prossimi due anni.
Sala non sarà alla guida di Milano-Cortina 2026
Per il dopo, tuttavia, ha lasciato un grande punto interrogativo. Anzi, dalle sue parole sembra proprio trasparire la volontà di non ricandidarsi a un secondo mandato: «Assicuro i milanesi che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato, lo farò con la dedizione che conoscono. Di guardare avanti ora non me la sento». Dopo averle fortemente volute e dopo averci messo la faccia in ogni sede, dunque, Beppe Sala non sarà il sindaco meneghino che organizzerà le Olimpiadi. Servirà un’altra figura e non è detto che farà parte della stessa forza politica. Sono queste le vere dimissioni di Sala: un sindaco avviato a gonfie vele verso un secondo mandato, a cui le gambe sono state spezzate da una condanna per un atto firmato sette anni fa, nel corso di un evento che ha funzionato a meraviglia.
FOTO: ANSA / MATTEO BAZZI