Caso Roberta Ragusa, la Cassazione conferma la condanna del marito Antonio Logli

di Gaia Mellone | 10/07/2019

  • Roberta Ragusa sparì nella notte tra il 12 e 13 gennaio del 2012

  • Il suo corpo non è mai stato trovato, indiziato numero uno fin dall'inizio delle indagini fu il marito Antonio Logli

  • L'uomo continua a proclamarsi innocente, ma la Cassazione ha confermato la condanna a venti anni emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze nel 2018

La Cassazione ha confermato la condanna a venti anni di reclusione ad Antonio Logli per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa. La sentenza confermata in ultimo grado di giudizio per il caso di cronaca accaduto ormai 7 anni fa.

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Caso Roberta Ragusa, la Cassazione conferma la condanna del marito Antonio Logli

Roberta Ragusa era scomparsa nella notte tra il 12 e il 13 gennaio del 2012: il suo corpo non venne mai ritrovato. Fin dal primo momento l’indiziato numero uno fu identificato nel marito Antonio Logli, la cui condanna a venti ani di reclusione per omicidio e occultamento del cadavere della donna è stata confermata oggi in Cassazione. La difesa dell’imputato aveva presentato l’ennesimo ricorso, chiedendo l’assoluzione piena di Logli per la non sussistenza del fatto, ma la magistratura pone la parola fine su questo grande mistero italiano, confermando la sentenza emessa il 14 maggio 2018 dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze.

L’uomo, che ha atteso la sentenza in un affittacamere di Pisa insieme alla compagna Sara Calzolaio e alla figlia Alessia, potrebbe essere condotto nel carcere pisano Don Bosco già questa sera. Lui ha continuato a proclamarsi innocente, sostenendo di essere andato a dormire la sera della sparizione di Roberta Ragusa e di essersi accorto solo il mattino seguente della sua assenza. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, chiuse nel 2014, Roberta Ragusa avrebbe scoperto la relazione clandestina del marito con Sara Calzolaio, che faceva da babysitter ai loro figli. Infuriata, i due avrebbero litigato e lei sarebbe uscita in giardino ancora in pigiama. Logli allora l’avrebbe raggiunta e aggredita, per poi occultare il suo cadavere.

 

(Credits immagine di copertina: Antonio Logli ANSA/FRANCO SILVI; Roberta Ragusa .ANSA)