Il ritardo nell’abbattimento del Ponte Morandi | VIDEO

di Redazione | 28/06/2019

ritardo Ponte Morandi

Ritardo nell’abbattimento del Ponte Morandi a Genova. L’operazione doveva essere prevista per le 9.00, ma è slittata alle 9.40 a causa – si dice, ma la notizia va ancora verificata – di un inquilino che avrebbe abbandonato in ritardo la sua abitazione in via Spaventa. In effetti si pensava che questa persona si fosse barricata in casa, ma le forze dell’ordine che sono arrivate sul posto non hanno trovato nessuno nell’abitazione. In un appartamento poco più distante, invece, si sono allontanati spontaneamente due migranti che stavano guardando la televisione e che hanno dichiarato di non sapere nulla dell’abbattimento.

Ma a far slittare il crollo dell’ultimo pilone del simbolo della tragedia di Genova del 14 agosto 2018 è stato anche l’arrivo in ritardo del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Ritardo Ponte Morandi: ecco cosa è successo

Tutta la squadra di governo è presente a Genova, schierata per assistere all’abbattimento definitivo del ponte, l’azione che darà il via libera definitivo alla costruzione del nuovo viadotto di Genova, progettato da Renzo Piano. Al momento, i principali problemi sono legati alle polveri sottili e alle possibili ripercussioni sul traffico. Sul posto ci sono il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e il ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli.

Ponte Morandi, le tappe dopo l’abbattimento

Il ponte è stato fatto saltare in aria, alla fine, alle 9.38. Le pile 10 e 11 sono state abbattute da cariche di dinamite, con un’esplosione controllata, per la quale si era messa in moto una importante macchina organizzativa che ha caratterizzato le giornate di Genova sia in questi ultimi giorni, sia questa mattina, con le ispezioni controllate dal sindaco Bucci. La zona del viadotto Polcevera sarà interdetta fino alle 22 di questa sera.

Un lungo applauso ha accompagnato le operazioni di abbattimento. Adesso bisognerà valutare lo stato dei luoghi e verificare che siano stati rimossi tutti i piloni nella loro interezza. Poi, le macerie dovranno essere rimosse e soltanto a quel punto si potrà continuare la ricostruzione, iniziata ieri con la prima gettata di cemento nel pilone del nuovo viadotto sul Polcevera.