Chat, Instagram e TikTok e il «secondo round» del Pincio va quasi deserto
Si era diffusa la voce di un nuovo appuntamento tra adolescenti, ma sui social hanno segnalato la presenza di tanta polizia

Alla fine, in ogni caso, ci sono state 10 segnalazioni di ragazzi tra i 13 e i 14 anni. Ma la rissa al Pincio del 12 dicembre non è stata nemmeno lontanamente paragonabile a quella che si è verificata appena una settimana prima. Questa volta, il dispiegamento preventivo di forze dell’ordine ha dissuaso i ragazzi a presentarsi. O meglio, ha fatto presentare in zona alcuni trapper romani (da Hydra, passando per Mago Dave, ma anche Wavedb, Kayler, Moriconi e Regazzino) che hanno cercato di fare da pacieri e di girare un video in cui tutto il fenomeno musicale indipendente che corre sui social network della Capitale mandava un messaggio di unità: «Roma non è quella che abbiamo visto la scorsa settimana».
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Rissa al Pincio, sui social network i messaggi: «Troppa polizia, non andate»
Ma se nella giornata di ieri non si è verificato nulla di paragonabile a quanto accaduto il 5 dicembre scorso è anche grazie a un tam tam su TikTok, Instagram e varie altre chat di social network non propriamente conosciuti al grande pubblico (avete mai sentito parlare di Tellonmy?). Continue segnalazioni di presenze di forze dell’ordine, continui richiami all’attenzione: «Oggi – si legge in alcuni gruppi – ci sono pure i “borghesi” (ovvero, la polizia in borghese, ndr)».
Il tutto, chiaramente, è stato accompagnato da video di “inviati” sul posto, che hanno documentato il presidio delle forze dell’ordine tra la terrazza del Pincio e Piazza del Popolo. Una situazione che ha scoraggiato gli appuntamenti e ha portato soltanto alcuni sparuti gruppetti di irriducibili a continuare nel loro intento. Alla fine, il pomeriggio di Roma trascorre abbastanza serenamente: i testimoni che frequentano abitualmente la terrazza del Pincio, anzi, affermano che nella giornata di ieri c’erano meno adolescenti di qualsiasi altra giornata normale.
Ancora una volta, i social network frequentati dalla generazione Z hanno diffuso un messaggio molto potente. E hanno dimostrato di fungere anche da attività di monitoraggio – alla luce del sole – dell’attività dello Stato sul territorio.