Per Ricciardi occorre insistere sul distanziamento o «nuovo lockdown già tra un mese»

Giorgio Sestili, consulente del Ministro Speranza, e Ricciardi richiamano all'urgenza di prendere ulteriori provvedimenti

di Ilaria Roncone | 15/10/2020

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Sestili ha chiarito – insieme a Ricciardi – che l’Italia si è salvata e per ora registra ancora meno contagi degli altri paesi europei per via degli effetti trascinati del lockdown e per via del rigore della maggior parte degli italiani nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e nell’utilizzo della mascherina. E per Ricciardi, al di là del nuovo Dpcm, ci sono norme di distanziamento e altri punti sui quali insistere per evitare un aumento esponenziale dei casi tale da trovarci in lockdown entro un mese.

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Ricciardi lockdown: «Già tra un mese se non facciamo di tutto»

In Italia siamo attualmente messi meglio di altri – in particolare di Francia, Spagna e Regno Unito – perché «abbiamo fatto molto bene fino all’estate, quando poi sono stati commessi sbagli che, per la natura precipua del virus che non perdona e i cui effetti si misurano dopo settimane, stiamo pagando ora». L’esempio che porta Ricciardi ad Huffington Post è quello di Francia e Spagna che, riaprendo a maggio, hanno visto la situazione precipitare prima di noi. Solo il lockdown ci ha tenuti al riparo, secondo il virologo e – seppur d’accordo con le misure del Dpcm – «occorre migliorare il trasporto pubblico locale e il sistema di testing e tracciamento e incoraggiare tutto ciò che favorisce il distanziamento, a cominciare dallo smart working». Occorre fare tutto ciò che possiamo «per evitare un nuovo lockdown che potrebbe verificarsi già tra un mese».

Anche per Sestili il tempismo è fondamentale

Anche Sestili concorda con Ricciardi nell’affermare che la situazione nostrana è migliore per via del «lockdown più lungo e stringente e una maggiore cautela nella riapertura» rispetto agli altri paesi. I contagi si sono mantenuti bassi perché in estate le scuole erano chiuse e si è incentivato lo smart working. Merito anche degli italiani, che vista la tragedia hanno sviluppato – per la maggior parte – «maggiore sensibilità per il rispetto delle regole. Siamo diventati molto bravi a indossare le mascherine, a rispettare il distanziamento e le norme igieniche anti contagio». Questo vantaggio che abbiamo sugli altri corre il rischio di esaurirsi visti i livelli di crescita della curva nelle ultime settimane e l’attuale Dpcm è utile, sì, ma «insufficiente a contenere una dinamica di crescita esponenziale dei casi come quella con cui stimo facendo i conti».