Le restituzioni dei parlamentari del M5S non possono essere tassate perché non sono donazioni volontarie

di Enzo Boldi | 27/09/2019

Restituzioni M5S
  • L'agenzia delle Entrate risponde al quesito del Movimento 5 Stelle

  • Le restituzioni M5S non possono essere tassate perché non sono donazioni

  • Si tratta, infatti, di un obbligo giuridico da adempiere

Cosa si tassa e cosa no. L’agenzia delle Entrate ha dato risposta alla domanda posta dal Movimento 5 Stelle sulla famosa diaria restituita ogni mese dagli eletti pentastellati alla Camera, al Senato. Le restituzioni M5S non possono essere tassate perché non si tratta di donazioni, ma di un adempimento giuridico che deriva proprio dalle elezioni al Parlamento. Il regime tributario, dunque, è ben diverso e non si possono conteggiare imposte su quei soldi decurtati mensilmente dagli stipendi e versati  a favore del ‘Comitato per le rendicontazioni/rimborsi del Movimento 5 Stelle’.

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Non si tratta, dunque, di donazioni ma di un «adempimento di un obbligo giuridico che i parlamentari eletti della XVIII legislatura sono tenuti ad assolvere proprio in virtù della qualifica soggettiva di ‘eletti quali parlamentari’ – si legge in una nota dell’Agenzia delle Entrate visionata dall’AdnKronos -. Tale status  in effetti, deriva, eventualmente, dall’esito delle elezioni, a seguito della candidatura alla carica politica motivata da ragioni idealistiche e collegate al dovere civico e morale di impegno diretto per il bene del Paese e della collettività in generale. La descritta natura di obbligo giuridico trova ulteriore conferma nella previsione di sanzioni disciplinari a carico dei soggetti inadempienti».

Restituzioni M5S non possono essere tassate

Il tema restituzioni M5S e rispettivo regime tributario era stato sollevato proprio da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle che ogni mese effettuano ‘dazioni’ di almeno duemila euro (da scalare dal proprio stipendio) nelle casse del fondo ad hoc creato dai pentastellati per avere un maggior controllo sull’effettivo versamento di quanto stabilito nel contratto. E la domanda riguardava proprio se questi soldi dovessero «essere o meno inquadrate nella fattispecie delle ‘donazioni’ e, in caso di risposta positiva, debbano essere assoggettate al relativo trattamento tributario».

L’obbligo giuridico convenzionale

In sintesi: le restituzioni M5S non possono essere considerate donazioni (quindi con un determinato regime tributario) proprio perché non sono volontarie, ma sono collegate «ad un preciso obbligo giuridico di fonte convenzionale». Le donazioni di cifre elevate (come in questo caso) infatti, sono soggette a un’imposta diretta. Così, invece, si bypassa questo meccanismo tributario.

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)