Lo studio di Google che dimostra in quale misura gli italiani stanno rispettando l’isolamento

03/04/2020 di Ilaria Roncone

Gli italiano stanno rispettando o meno le misure imposte dal governo per arginare il contagio da covid-19? Non è semplice stabilirlo, ma in generale la percezione di tante persone e che, a tratti, ci siano spostamenti inutili. Perché ci sono così tante macchine in giro? Perché andando a fare la spesa ho visto un gruppetto di persone davanti al bar chiuso? Al di là del rispetto o meno delle regole quando si esce fuori dalla propria abitazione, Google ha mostrato come si muovono le persone di 131 paesi del mondo. Grazie ai dati aggregati e anonimi sulla geolocalizzazione del portale è stato possibile capire l’entità degli spostamenti attuali e, ancora più rilevanti, di quanto questi siano cambiati dal momento in cui sono state imposte le regole della quarantena.

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Covid-19 Community Mobility Report registra il crollo degli spostamenti in Italia

Il report Google sugli spostamenti nel mondo fornisce dati chiari e indicativi del rispetto delle misure di restrizione. Il documento, frutto di un mastodontico lavoro di analisi dati, ha lo scopo dichiarato di fornire ai governanti e agli addetti della sanità pubblica uno strumento di verificare per capire se il contenimento stia funzionando a livello di comportamento dei cittadini o se occorra, eventualmente, procedere con misure più stringenti. Questi schemi possono anche, se opportunamente confrontati con l’andamento della curva di contagio, fornire dati più precisi sull’efficacia della limitazione degli spostamenti. Per quanto riguarda il nostro paese i dati parlano chiaro: c’è stata un flessione fortissima nei movimenti delle persone rispetto ai valori medi di gennaio presi in considerazione come baseline.

Grafico dell’andamento degli spostamenti in Italia per negozi e locali, alimentari e farmacie e parchi

Come si può facilmente capire nel nostro paese è stato rilevato: -94% di individui nei negozi e nei locali, -90% di persone nei parchi-85% negli alimentari o nelle farmacie.

Grafico dell’andamento degli spostamenti in Italia sui mezzi pubblici, per il luogo di lavoro e tasso di permanenza in casa

Anche per quanto riguarda l’utilizzo del trasporto pubblico (-87% di persone sui mezzi) e gli spostamenti verso il luogo di lavoro (calati del 63%) la flessione della curva è evidente. In parallelo, come ragionevole che sia, il dato della permanenza in casa è in crescita del 24%.

La media dei dati è simile di regione in regione

Lo studio fornisce anche i grafici per le singole regioni. Come si può constatare non ci sono particolari differenze da regione a regione, segnale del fatto che il comportamento degli italiani è più o meno uniforme in tutto il paese. A differenza di come voleva far credere Libero nella prima pagina di oggi. I dati di localizzazione utilizzati da Google sono relativi agli utenti che hanno mantenuto attiva la cronologia delle posizioni; sono gli stessi che vengono solitamente utilizzati per stimare su Google Maps quanto sia affollato un certo locale a una data ora. Considerato che i dati sono aggregati – ossia frutto del rilevamento in un determinato ambito territoriale – e anonimizzati gli spostamenti e le informazioni relative ai singoli utenti non sono disponibili.

I limiti del report

Ci sono limiti oggettivi in questo studio. Partiamo dal fatto o che Google non può fornire un contact tracing, ovvero l’individuazione rapida di chi ha incontrato una persona infetta. Nonostante l’enorme quantità di informazioni sulla geolocalizzazione che Google ha a propria disposizione, infatti, il colosso non dispone di dati tanto precisi da poter stabilire se ci sia stato un contatto ravvicinato tra individui. Inoltre è complicato anche solo capire quanto siano affollati gli ospedali poiché il sistema non può distinguere il personale sanitario dai pazienti.

(Immagine copertina da

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