Sigfrido Ranucci di Report parla del «Sistema Juve»

05/10/2018 di Enzo Boldi

Lunedì andrà in onda su Rai3 la tanto attesa puntata di Report sul caso del presunto suicidio di Raffaele Bucci. Una vicenda che sembra poter essere legata ai rapporti tra la tifoseria della Juventus, alcune cosche malavitose della ‘ndrangheta e i vertici del club bianconero. Il conduttore del programma d’inchiesta Sigfrido Ranucci, intervistato da Il Romanista, ha spiegato cosa vedremo tra qualche settimana.

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«Partiamo da una premessa – ha esordito Sigfrido Ranucci a Il Romanista – Non ci sono dirigenti della Juventus indagati ma quello che emerge dall’inchiesta è un contatto diretto tra i manager bianconeri e i Dominello, famiglia accusata di avere dei legami con la ‘ndrangheta. La questione del bagarinaggio e degli affari con i biglietti dello stadio presenta un connubio chiaro tra certi personaggi, tra persone indagate, dirigenti e anche calciatori della Juve».

Ranucci, Report e il «Sistema Juve»

I vertici del club bianconero, dunque, sembrano essere coinvolti in prima persona nella vicenda che è al centro di un processo penale nato il 21 aprile 2013, giorno della partita Juventus-Milan, quando – per la Procura – la ‘ndrangheta fa la sua comparsa all’interno della curva juventina. «Vi posso assicurare che da questa storia emerge un quadro impressionante di rapporti della dirigenza con i tifosi – spiega Ranucci -, un connubio spaventoso tra la società e una parte di supporters bianconeri. La vittima di questa storia è il calcio. Sono vittime anche i tifosi per bene. Consentitemi di non fare nomi. Emerge soprattutto l’ipocrisia di un sistema».

 

Ranucci, su Report i messaggi tra Marotta e Rocco Dominello

Nella puntata di Report in onda il 22 ottobre, si scandaglierà tra le anomalie dietro al presunto suicidio di Raffaele Bucci, Slo (Supporter Liaison Officer, il collegamento fisico tra dirigenti e tifosi) della Juventus e non solo. Si entrerà nel dettaglio anche con alcuni retroscena su personaggi molto in vista del club bianconero. Come il caso dell’ormai ex direttore generale Beppe Marotta, silurato da Andrea Agnelli nei giorni scorsi: «Non sono in grado di dire se siano legate alla vicenda – commenta Ranucci nella sua intervista a Il Romanista -. L’anomalia è il modo in cui sono arrivate queste dimissioni. Non è nello stile Juventus chiudere con un dirigente così importante che ha contribuito a tanti successi. Nessuna conferenza e, a parte il diretto interessato, nessuno ha detto nulla in merito alla separazione dopo tante stagioni di vittorie. È strano come Marotta è andato via».

(foto di copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI)

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