Nel 2020 una ragazzina di 12 anni può ancora finire in ospedale perché bullizzata per il suo peso

di Ilaria Roncone | 23/06/2020

  • La storia arriva da Napoli e risale a qualche settimana fa

  • La madre ha sporto regolare denuncia contro i bulli che hanno iniziato a prendere in giro la figlia sui social

  • Alla ragazzina sono arrivate anche minacce di morte a causa dei chili in più

Italia, 2020. La storia arriva da Napoli. Ancora oggi, una ragazzina di 12 anni può finire in ospedale a causa di un malore. La storia è stata data da Ansa per prima e, a macchia d’olio, si sta diffondendo. Oltre al fatto nudo e crudo, così come sembrerebbe essere accaduto, sicuramente una storia del genere scaturisce una serie di riflessioni doverose e ripetitive, purtroppo, nel senso che – al giorno d’oggi – una situazione del genere non dovrebbe verificarsi in alcun modo e il body shaming dovrebbe essere ormai superato.

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Sincope per la ragazza obesa bullizzata su Istagram

A 12 anni è stata ricoverata in ospedale per una sincope, un malore che le ha causato uno svenimento. La vittima è stata denigrata e bullizzata via Instagram, pubblicamente, ricevendo anche minacce di morte sui social per quei chili di troppo. La ragazzina napoletana sarebbe finita in ospedale qualche settimana fa, con la madre che ha presentato regolare denuncia ai carabinieri, per via di un malore causato da questa situazione. I bulli e carnefici, individuati come i presunti haters da cui tutto è partito, sono un 14 enne e una 13enne che compirà gli anno a luglio. I due avrebbero attaccato anche la madre della vittima, che si era rivolta a uno dei genitori dei due bulli perché il body shaming nei confronti della figlia cessasse. Gli pseudo amici e coetanei della vittima l’hanno denigrata con frasi come «Fai schifo, cicciona».

Body shaming nel 2020 per una ragazzina di 12 anni

Siamo avanti rispetto a tanti anni fa, tendiamo a dire. Non succedono più certe cose, o comunque sono molti meno gli episodi. Che per cambiamenti epocali serva tempo, questo è indubbio, ma occorre anche forzare un po’ la mano in certi casi. Che una ragazzina di 12 anni debba finire in ospedale semplicemente per i suoi chili di troppo è qualcosa che va ben oltre il “ci vuole pazienza perché le cose cambino”. No, non ci vuole pazienza. Serve che tutti ci impegniamo a educare le nuove generazioni in maniera diversa, adeguata al cambiamento che vogliamo vedere avvenire nel mondo. Piccoli bulli crescono e la punizione deve essere esemplare perché oggi – se possibile – con la diffusione social il body shaming può fare ancore più male di ieri. Tutto questo si può fermare solo con un’adeguata educazione rispetto alle discriminazioni di questo tipo così come rispetto a tutte le altre.

(Foto copertina da Unsplash)