Quali tamponi stiamo conteggiando? I molecolari, gli antigenici o tutti e due?

A quanto pare, la comunicazione non è affatto omogenea nelle regioni italiane

10/11/2020 di Gianmichele Laino

quali tamponi sono conteggiati

Alla voce numero sette dei 21 indicatori stabiliti dal ministero della Salute per individuare le misure restrittive adatte alle singole regioni c’è questa dicitura: «Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese». Eppure, come documentato da un approfondimento di Sky Tg 24, a quanto pare in Italia c’è molta confusione sulla comunicazione del numero dei tamponi. Quali tamponi sono conteggiati, infatti? Quelli molecolari o anche quelli antigenici? E in che modo questa comunicazione cambia la “geografia” delle regioni italiane dal punto di vista del contagio?

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Quali tamponi sono conteggiati, la differenza tra le regioni

Partendo da alcune dichiarazioni di Giovanni Rezza – e pur non avendo un comunicato ufficiale da parte del ministero della Salute -, si è intuito che, in diverse regioni, i tamponi venivano messi tutti nello stesso calderone. Del resto, nelle ultime settimane della pandemia (in concomitanza con l’esplosione della seconda ondata), il numero dei tamponi giornalieri effettuato è aumentato di molto, fino a superare quota 250mila n 24 ore. Sono tutti tamponi molecolari? Nella prima ondata e per tutto il periodo estivo, infatti, sono sempre stati conteggiati solo i tamponi molecolari. Ora, a quanto pare, alcune regioni hanno iniziato a comunicare al ministero anche i tamponi antigenici. Questi ultimi hanno bisogno di un tempo più breve per essere processati e i risultati dei test arrivano in pochi minuti. Sono tuttavia dei test meno accurati rispetto ai tamponi molecolari, anche se c’è molta letteratura medica in proposito e la comunità scientifica non è concorde nel valutare l’accuratezza di questi ultimi test.

Quali tamponi sono conteggiati: i casi opposti di Lombardia e Lazio

Tuttavia, dalle varie regioni, si scopre che Lombardia, Puglia ed Emilia Romagna comunicano solo i tamponi molecolari. Il Lazio e il Piemonte comunicano anche quelli antigenici. Il tutto, ovviamente, incide molto sulla percentuale dei positivi: chi comunica anche i tamponi antigenici ha infatti un tasso di positività molto più basso rispetto a quello delle regioni che comunicano soltanto i tamponi molecolari. Per questo, ad esempio, il Veneto di Luca Zaia pare intenzionato a voler comunicare – in queste ultime ore – anche i tamponi antigenici effettuati.

E si torna, dunque, al punto di partenza, ovvero alla voce numero sette dei 21 indicatori: chiaro che con una percentuale di positività più bassa, alcune regioni possono beneficiare di una valutazione migliore in termini di misure restrittive. Certo, non è l’unico elemento che viene preso in considerazione. Tuttavia, una situazione di questo tipo – alla lunga – potrebbe davvero risultare confusionaria.

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