Parla la professoressa sospesa a Palermo: «Non c’era politica in quelle slide, ma una valutazione degli studenti»

di Enzo Boldi | 17/05/2019

Professoressa sospesa a Palermo, Rosa Maria Dell'Aria
  • Sulla vicenda della professoressa sospesa a Palermo indaga anche il Miur per valutare la liceità della decisione

  • La donna, 63 anni di cui 40 passati a insegnare, si dice molto amareggiata per questa decisione

  • Ribadisce che la scelta degli studenti non era politica, ma era una loro valutazione personale, senza indottrinamento

La notizia delle professoressa sospesa a Palermo per non aver impedito ai propri studenti di mostrare una slide in cui si paragonava il decreto sicurezza di Matteo Salvini ad alcune leggi fasciste promulgate da Benito Mussolini sta diventando un caso nazionale. Anche il Miur, nella figura del ministro Marco Bussetti, ha aperto un’indagine per valutare se la decisione di allontanare temporaneamente dall’insegnamento la donna sia stato legittimo. Nel frattempo Rosa Maria Dell’Aria racconta le sue sensazioni e la sua amarezza per quel che ha subito.

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«Quanto accaduto lo considero la più grande amarezza e la più grande ferita della mia vita professionale e naturalmente non parlo del danno economico legato ai giorni di sospensione ma al danno morale e professionale dopo una intera vita dedicata alla scuola e ai ragazzi», ha detto la professoressa sospesa all’Ansa. La donna, 63 anni di cui 40 passati tra i banchi di scuola nelle vesti di insegnante, insegna italiano e storia nell’Istituto industriale Vittorio Emanuele di Palermo ed è stata sospesa da sabato scorso per due settimane.

Le parole della professoressa sospesa a Palermo

La decisione è stata presa dall’ufficio scolastico provinciale perché non avrebbe vigilato sul lavoro dei suoi studenti che nella Giornata della memoria avevano presentato una videoproiezione nella quale si accostava la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Quel lavoro non aveva assolutamente alcuna finalità politica né tendeva a indottrinare gli studenti che da sempre hanno lavorato in modo libero come essi stessi hanno dichiarato anche agli ispettori arrivati in istituto a fine gennaio – ha proseguito la professoressa sospesa in un’intervista a La Repubblica -. Gli stessi ragazzi e i colleghi hanno inviato lettere all’Ufficio scolastico regionale per evidenziare la mia imparzialità e la mia integrità e semmai la mia totale dedizione al lavoro».

Le slide della discordia e il paragone di Salvini al Duce

Agli studenti, secondo il racconto della professoressa sospesa, era sembrato di ravvedere alcuni punti in comune tra alcuni punti del decreto sicurezza e molte leggi promulgate dal regime fascista. Similitudini che si basano sulla rimozione di alcuni diritti fondamentali. I due slide della presentazione fatta dagli studenti dell’istituto industriale Vittorio Emanuele di Palermo c’era l’immagine di Matteo Salvini: in una c’era il frontespizio di una prima pagina del Corriere della Sera nel quale si parlava delle leggi a difesa della razza, con al fianco una di Matteo Salvini con in mano il foglio A4 sul decreto sicurezza; l’altra slide «rappresentava una fotografia della conferenza di Evian dove si stabilivano le quote degli ebrei in fuga e dall’altro lato c’era il vertice di Innsbruck, a cui aveva partecipato anche il ministro nel luglio dello scorso anno, in cui sono state stabilite le quote dei migranti».

(foto di copertina: ANSA)