L’ex primario delle Molinette di Torino dice che i giovani che fanno la movida sono «assassini»

di Redazione | 22/05/2020

primario Molinette
  • Antonio Sechi è stato uno storico primario dell'ospedale Le Molinette di Torino

  • Non usa mezzi termini quando parla dei giovani che creano assembramenti in prossimità dei locali riaperti

  • E li definisce "assassini"

Antonio Sechi è stato uno storico primario al famoso ospedale delle Molinette a Torino. Si inserisce anche lui nella polemica che ha riguardato, almeno dal 18 maggio – da quando bar e ristoranti hanno riaperto i battenti dopo il lockdown -, la ripresa di alcune attività ricreative per i giovani italiani che, in alcuni casi, hanno portato a creare assembramenti in diverse città, da Venezia, fino ad arrivare a Torino, a Milano e a Roma. Per l’ex primario Molinette i giovani che si comportano in questo modo e che non si rassegnano al blocco della movida sono «assassini».

LEGGI ANCHE > Il piano della polizia contro gli assembramenti della movida: prima il richiamo e poi la multa

L’ex primario Molinette definisce ‘assassini’ i giovani della movida

Lo ha detto nel corso di un’intervista al Corriere Torino e le sue parole hanno fatto molto rumore: «Se fossi un loro genitore direi di farsi un esame di coscienza. Di pensare come si stanno comportando e come si sono comportati prima del lockdown, se hanno osservato le regole o no, specie se ci sono stati casi di contagi o decessi da covid in famiglia. Magari qualcosa da rimproverarsi lo hanno».

Un passaggio molto duro, in cui il dottor Antonio Sechi sottolinea come un gesto del genere può portare tranquillamente il virus all’interno di una famiglia, creando nuovi focolai. La polemica sulla movida si inserisce in un discorso molto più ampio. La riapertura delle attività commerciali crea inevitabilmente dei motivi di aggregazione. E, per quanto possa esserci rispetto delle regole di distanziamento sociale, alcune distrazioni – quando non si tratti invece di comportamenti deliberatamente scellerati e in contrasto con ogni principio di prudenza – possono capitare.

«Io sono d’accordo con le riaperture – ha detto Antonio Sechi al Corriere Torino – ma credo che le forze dell’ordine debbano sanzionare soprattutto i comportamenti di queste persone. In tv, nei vari servizi sui Navigli, le ho anche sentite arroganti. Io stesso, dopo alcuni commenti scritti su Facebook, mi sono sentito dare del vecchio, dell’incompetente».