Il figlio della donna di Prato è dell’allievo quindicenne

di Redazione | 11/03/2019

Prato
  • Una donna di 35 anni era stata accusata di presunta violenza sessuale su un allievo 15enne

  • Lo avrebbe minacciato dicendo che il neonato dato alla luce 5 mesi fa era il suo

  • Il test del dna ha confermato questa teoria

La vicenda, fino a questo momento, aveva destato soltanto un’attenzione morbosa. Ora, gli elementi iniziano a essere rilevanti. La donna di Prato, un’amica della famiglia del quindicenne che era diventato suo allievo nelle ripetizioni di inglese e che aveva denunciato dei presunti abusi sessuali, si è sottoposta a un test di paternità. Il risultato rappresenta una vera e propria svolta nelle indagini: il bambino di cinque mesi che la donna ha dato alla luce sarebbe proprio dell’allievo tredicenne.

Prato, l’esito del test del dna: il bambino è dell’allievo 13enne

Negli ultimi giorni erano emersi i dettagli di una relazione decisamente complessa. Dietro a quelle ripetizioni, infatti, si celavano rapporti sessuali con un minore di età inferiore ai 14 anni (all’epoca dei fatti, quando sono iniziate le ripetizioni, il ragazzino aveva 13 anni). La donna, stando alle accuse della famiglia, era arrivata addirittura a minacciare il ragazzino, confidandogli di voler dire a tutti che quel neonato che aveva dato alla luce era proprio il suo.

Da qui sono partite le indagini, con la famiglia dell’allievo che adesso deve confrontarsi con l’esito della perizia del genetista i cui risultati sono arrivati intorno alle 17 in Procura a Prato. Proprio qui era presente la donna, 35 anni, chiamata a rendere testimonianza davanti ai magistrati e al capo della squadra mobile, Gianluca Aurilia, che aveva guidato le indagini sul campo.

Le chat WhatsApp e le voci sparse a Prato

A rendere ancora più complessa la situazione della donna sono state anche le chat WhatsApp presenti sul cellulare della donna. Da queste si evincerebbero i presunti abusi che la 35enne avrebbe commesso ai danni del ragazzo di 15 anni. La prova decisiva, in ogni caso, è rappresentato dall’esame del dna, con la certificazione della paternità del neonato di 5 mesi. In città non si parla d’altro e la storia è stata anche adattata alle dicerie di un centro medio-grande com’è quello della città toscana. Ora, si attendono gli sviluppi dell’inchiesta alla luce di quest’ultima novità.

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