Quanti positivi ci sono stati in classe dalla ripresa della scuola

In una prima settimana, si sono registrati circa 100 casi in tutta Italia

di Redazione | 17/09/2020

positivi a scuola

Una settimana, circa 100 casi di positivi a scuola. È questa la media che si sta configurando per la ripresa delle attività. Da quando le lezioni sono ricominciate, infatti, gli allievi e i docenti coinvolti sono circa un centinaio, distribuiti in tutta Italia, senza alcuna differenza tra nord e sud. Anzi, anche in quelle regioni che hanno scelto di posticipare l’inizio delle lezioni al 24 settembre, si sono comunque registrati contagi in alcune scuole – soprattutto private o nidi – che hanno comunque deciso di riaprire prima.

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Positivi a scuola: quanti sono dall’inizio dell’anno

Il caso più clamoroso si registra senza dubbio nella regione Toscana, dove 42 persone sono risultate positive al coronavirus in ambito scolastico. Non in tutti i casi è scattata la quarantena per i contatti delle persone coinvolte, anche perché i protocolli prevedono una valutazione dell’Asl territoriale sul da farsi per quanto riguarda la ricostruzione della catena dei contagi.

Ma la Toscana non è l’unica regione interessata da positività nel mondo della scuola. Nove positivi nelle scuole del Piemonte, sei in quelle della Lombardia. In Sardegna, una docente risultata positiva ha costretto all’isolamento circa venti bambini con cui era entrata in contatto. E anche in Puglia, dove le scuole riapriranno il 24, si sono registrati due casi in due diversi asili nido, con la conseguente chiusura e quarantena per tutte le persone che li hanno frequentati.

Positivi a scuola, i fattori che estendono il contagio

La mappa dei contagi scolastici si completa con alcune situazioni che si sono verificate nel Lazio (in modo particolare a Monterotondo, dove però il contagio non si è registrato propriamente nelle aule) e in Liguria, sempre tra docenti e alunni.

Una proiezione che non appare incoraggiante, in vista del prosieguo dell’anno scolastico: 8 milioni di studenti sono più esposti ai contagi in situazioni di alto contatto sociale come le aule e il virologo Andrea Crisanti ha previsto che almeno un 2-3% di questa popolazione scolastica potrà risultare contagiato alla fine dell’anno. Il tutto viene accompagnato anche da casi di incertezza nel rispetto delle norme e di imprudenza: come quello che è successo a Monza, dove un bambino è stato mandato a scuola senza attendere il risultato del tampone a cui si era sottoposto. Dopo la notizia della sua positività, la scuola ha dovuto prendere provvedimenti anche nei confronti dei suoi contatti.