Porto Tolle (Rovigo), i cittadini vincono la battaglia: no agli allevamenti intensivi di polli

di Redazione | 19/11/2018

allevamenti intensivi
  • Ne avevamo parlato un anno fa. I cittadini di Porto Tolle, Rovigo, hanno dato battaglia contro alcuni allevamenti intensivi di polli

  • Hanno avuto ragione. Il Comitato Provinciale ha dato esito negativo della valutazione di impatto ambientale su tre progetti

  • Sono state riscontrate criticità rispetto a viabilità, opere di approvvigionamento idrico e vulnerabilità dell'ambiente

Ne avevamo parlato poco più di un anno fa. Per difendere la vocazione agricola e turistica del proprio territorio ed evitare i rischi di inquinamento i cittadini di Polesine Camerini, una piccola frazione del Comune di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, hanno deciso di condurre una battaglia contro l’apertura di alcuni allevamenti intensivi da oltre 2 milioni di polli. Nel mirino è finita una società con sede in provincia di Forlì, intenzionata a costruire per l’attività avicola insediamenti con decine di capannoni. Ora, per gli abitanti della zona, è arrivata la buona notizia. I tecnici della Provincia di Rovigo hanno dato esito negativo alla valutazione di impatto ambientale, la Via, dei tre progetti presentati per la realizzazione degli insediamenti, bocciando quindi tutto il piano per gli allevamenti.

Porto Tolle (Rovigo), niente Via: stop agli allevamenti intensivi di polli

A dare notizia della decisione è stato il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, insieme all’assessore all’Urbanistica e al Turismo Raffaele Crepaldi. «È il risultato – hanno dichiarato gli amministratori (come riportato dalla stampa locale) – di una seria analisi e valutazione delle problematiche che, insieme al comando di polizia locale, all’ufficio urbanistica e all’ufficio lavori pubblici ha consentito di portare all’attenzione del comitato provinciale Via, valutazione impatto ambientale, tutte le motivazioni di contrarietà dell’amministrazione comunale. Le criticità riscontrate rispetto alla viabilità, ma anche relative alla mancanza di opere di approvvigionamento idrico esistenti, alla densità emissiva, alla vicinanza di siti Natura 2000 come la Sacca del Canarin e alla vulnerabilità del nostro ambiente unico nel suo genere in quanto a biodiversità, non possono prescindere da un modello di gestione del territorio verso uno sviluppo sostenibile che noi riteniamo essere quello turistico». Il primo cittadino e l’assessore hanno anche indicato quale sarà il prossimo passo da compiere dal Comune nella direzione della difesa dell’ambiente: una variante urbanistica in cui dovranno essere indicate sottozone agricole in cui poter realizzare gli allevamenti intensivi avicoli, nel rispetto degli ecosistemi e le comunità locali.

Il progetto iniziale dei privati prevedeva quattro insediamenti. Il primo, Camerini 1, con 8 capannoni per 768mila polli. Il secondo, Camerini 2, per 887mila polli. Poi Camerini 3, con 7 capannoni e 674mila capi. Infine Camerini 4, con 4 capannoni e 331mila polli.

(Foto di copertina da archivio immagine: un allevamento intensivo di polli in Italia. Immagine di ‘ESSERE ANIMALI’)

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