Salvini dice che l’arresto dei sei agenti di polizia penitenziaria gli «fa girare le palle»

17/10/2019 di Enzo Boldi

La notizia dell’arresto di sei agenti della Polizia penitenziaria a Torino non è piaciuta a Matteo Salvini. Il leader della Lega, da Terni, ha commentato il caso dei presunti maltrattamenti al carcere Lorusso e Cotugno del capoluogo piemontese e ha criticato i giudici. Il motivo? Aver dato peso alle parole dei detenuti, dando maggior risalto alle loro dichiarazioni senza dar valore a quelle dei poliziotti coinvolti. E le indagini stanno valutando l’ipotesi di altri casi sospetti.

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«Uno Stato civile punisce gli errori – ha dichiarato il senatore della Lega rispondendo ai giornalisti a Terni -, ma che la parola di un detenuto valga gli arresti di un poliziotto mi fa girare le palle terribilmente. Quindi la mia massima solidarietà a quei sei padri di famiglia». Le indagini,  coordinate dal pubblico ministero Francesco Saverio Pelosi e  partite dopo la segnalazione di Monica Gallo, la garante dei detenuti del capoluogo piemontese, vanno avanti e si cerca di ricostruire la vicenda anche basandosi su altri casi sospetti.

L’arresto dei sei agenti di polizia penitenziaria a Torino

E non poteva mancare l’attacco alla magistratura che se per il caso Savoini viene rispettata e si attende una valutazione finale, per quel che riguarda il caso dei sei agenti di polizia penitenziaria arrestati, invece, si parla di una sorta di trama oscura e di complotto nei confronti degli uomini in divisa.

Salvini attacca i tribunali

«Non so se è scattata un’epidemia in qualche tribunale: o si stanno scoprendo come pericolosi torturatori le donne e gli uomini in divisa o c’è qualcuno che si fida degli spacciatori e non dei poliziotti – ha aggiunto Matteo Salvini -. Nel caso di Torino la mia massima solidarietà ad agenti agli arresti, non c’è un referto medico o una denuncia ma la parola di qualche ex detenuto, contro quella di sei poliziotti».

(foto di copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI + ANSA/CESARE ABBATE)

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