Torino, finge di ordinare una pizza per chiamare il 112 e denunciare il compagno violento

La donna era stata presa a botte con il figlio a causa di un televisore rotto

05/08/2020 di Marta Colombo

chiama polizia per compagno violento

Con la scusa di ordinare una pizza, una donna ha chiamato la polizia e ha fatto arrestare il suo compagno violento per lesioni. Lo stratagemma ha salvato la donna sudamericana e il figlio di dieci anni dalla furia dell’uomo li accusava di aver rotto il televisore.

Erano circa le 21 e Angela, dopo essere stata picchiata dal fidanzato nel suo appartamento nel quartiere Barriera di Milano a Torino, si è resa conto di dover fare qualcosa per il figlio, anche lui vittima delle violenze di Raul che preso dalla rabbia ha anche distrutto la televisione. Secondo la donna, era la prima volta che succedeva e fino ad allora c’erano stati solo insulti pesanti da parte del compagno violento.

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Lo stratagemma per far arrestare il compagno violento

La telefonata è durata solo 2 minuti e 50 secondi. Angela si è ricordata di un video che aveva visto mesi prima su uno stratagemma usato dalle vittime di violenza e ha cercato di usarlo. Dopo aver composto il 112, ha cercato di ordinare una pizza e, quando l’operatore stupito le ha chiesto se sapesse con chi stava parlando, lei ha risposto fermamente di sì. la chiamata è stata poi trasferita alla centrale operativa della Questura, dopo l’agente Vincenzo Maria Tripodi, 27 anni, ha capito che non si trattava di un errore. Infatti, il giovane agente, che ha da poco terminato la formazione, ha cercato di rivolgerle domande alle quali Angela potesse rispondere con un sì o un no per aiutarla immediatamente.

«La signora era molto agitata, quasi in lacrime e ho capito che non si trattava di un errore», ha raccontato Tripodi al Corriere della Sera. «Le ho chiesto se fosse in pericolo e lei mi risposto in maniera affermativa e a quel punto la mia preoccupazione è stata quella di avere la conferma dell’indirizzo e del piano per comunicarlo immediatamente a una pattuglia».

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