La polemica di Pillon per l’espressione «individui con cervice» dimostra perché il ddl Zan deve passare

di Ilaria Roncone | 03/08/2020

Simone Pillon, senatore leghista, ha pubblicato questo tweet mentre è in corso alla Camera la discussione per l’approvazione del ddl Zan. Nel tweet riporta un articolo della CNN che tratta della salute della cervice uterina e invita le donne o gli «individui con cervice», appunto, ad anticipare i primi screening da 25 a 21 anni. Una testata rispettabile tratta di salute, insomma, e delle raccomandazioni dell’American Cancer Society. Pillon, a quanto pare, è decisamente infastidito da quel «individui con cervice» utilizzato al posto di donne.

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Pillon e la polemica sugli «individui con cervice»

Pillon ha pubblicato titolo e attacco dell’articolo di CNN commentando sprezzante: «”individui con la cervice”? Son sicuro che nel vocabolario esiste un altro nome per definirle. Inizia con la d- e finisce per -onne.» La polemica, ovviamente, punta a parlare del ddl Zan affermando che – qualora passasse – la parola donna diventerebbe «discriminatoria». Nello specchietto accanto al testo dell’articolo si parla di “ideologia Gender” e di una legge Zan che renderà le cose così anche in Italia, qualora passasse.

Pillon contro il ddl Zan spiega perché la legge deve passare

L’accanimento di Simone Pillon e di chi per esso è la ragione per cui il ddl Zan serve a questo paese. Che senso ha iniziare una polemica per un articolo medico che altro non fa che utilizzare quel termine per fare una corretta informazione e comunicare che chiunque sia dotato di cervice – quindi anche le persone transessuali che hanno scelto di tenere l’apparato o le persone intersessuali – dovranno fare prevenzione contro il cancro. Qui il termine «individui con cervice» non mira a disumanizzare nessuno né tanto meno a levare alle donne che voglio utilizzare questa etichetta la possibilità di farlo. Si tratta solo e soltanto di parlare a tutte le persone che sono interessate alle informazioni contenute nel pezzo giornalistico. Verrebbe da domandare a Simone Pillon che senso abbia tutto questo accanimento e che cosa tolga a lui e alle persone come lui il fatto che si utilizzino più termini inclusivi da aggiungere a quelli che già esistono nelle nostre lingue.