La Commissione UE taglie le stime del Pil italiano, ma Di Maio è sempre più ottimista

di Enzo Boldi | 07/02/2019

Luigi Di Maio, stime Pil
  • La Commissione europea ha tagliato dall'1 allo 0,2% le stime di crescita per l'Italia

  • Luigi Di Maio, però, resta fiducioso che la manovra 2019 è una misura espansiva

  • Il leader del M5S ‘rimanda’ le risposte per il reddito di cittadinanza a inizio maggio

‘Mentre il mondo cade a pezzi, io compongo nuovi spazi e desideri’. Siamo in clima sanremese e dopo l’ottima prestazione di Marco Mengoni, uno degli ospiti della serata del Festival 2019, un verso della canzone ‘L’essenziale’ sembra calzare a pennello con le parole di Luigi Di Maio. Il mondo che cade a pezzi rappresenta l’Italia e il taglio delle stime di crescita del Pil indicato dalla Commissione Europea; i nuovi spazi e i desideri sono le risposte, oltremodo fiduciose, date dal leader del M5S proprio su questa questione.

«Confermiamo le prospettive economiche – ha spiegato Luigi Di Maio nella sua intervista a Uno Mattina, su Rai1 -. Non so quale sarà la congiuntura economica, quello che so e che dobbiamo mettere in sicurezza con gli strumenti di welfare le persone in difficoltà. Iniettiamo 8 miliardi Di euro all’anno nell’economia reale». Quindi, nonostante la Commissione Europea e il taglio delle stime di crescita del Pil dell’Italia – passate dall’1% (con il premier Conte che parlava addirittura di 1,2/1,5%) allo 0,2% – per il ministro dello Sviluppo Economico il meglio deve ancora venire.

La Commissione non spaventa Di Maio

«C’è tanta diffidenza – ha proseguito Luigi Di Maio – ma vedrete che il reddito di cittadinanza sarà una misura espansiva per l’economia e con quota 100 si libereranno un milione di posti di lavoro e ci sarà il ricambio». In attesa che inizi questa espansione, il leader del Movimento 5 Stelle rimanda di qualche settimana la possibilità di ricevere la famosa card per ricevere il reddito di cittadinanza: «Entro fine aprile inizio maggio diremo se puoi accedere o no il giorno dopo che si riceve la card inizieranno i doveri». Un provvedimento che, dai proclami elettorali, doveva partire a inizio anno, poi è scalato a febbraio, dopo ancora a marzo. Poi aprile, fino ad arrivare a maggio.

Dal Pil al reddito che coinvolgerà 1,7 milioni di famiglie

Il reddito «serve principalmente a reintrodurre nel mondo del lavoro tante persone che vogliono lavorare ma non sanno dove sbattere la testa – ha spiegato Di Maio -. Il provvedimento interesserà 500 mila pensionati e 1,7 milioni di famiglie. È una misura che si rivolge agli italiani e mi prendo tutta la responsabilità di avere scritto un decreto in questo modo».

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)