Bologna, venne trascinata a terra dai poliziotti: ora il comune fa un esposto contro di lei

di Redazione | 01/06/2019

picchiata da polizia
  • La donna aveva manifestato contro Forza Nuova il 20 maggio scorso

  • Giusi Rossi era stata strattonata e spinta a terra dalla polizia

  • Ora rischia un provvedimento disciplinare

Ha protestato veementemente contro il comizio di Forza Nuova a Bologna, il 20 maggio scorso. Per questo motivo, aveva urlato – davanti ai poliziotti – ‘come potete difendere quelli che hanno ucciso i nostri genitori?’. In tutta risposta, la polizia l’aveva trascinata a terra. Oggi, Giusi Rossi – la donna protagonista di quella scena che aveva fatto il giro del web – ha appreso dal Resto del Carlino che il comune di Casalecchio di Reno, dove lavora come dipendente, ha aperto un procedimento disciplinare contro di lei.

Picchiata da polizia a Bologna, per lei scatta l’esposto disciplinare

«Oggi ho saputo dai giornali che c’è in corso un provvedimento disciplinare nei miei confronti – ha scritto la donna sui social network -. Devo essere da esempio…. Quello che evidenzio così a caldo è che siamo tutti a rischio di perdere il lavoro per il solo fatto di esprimere le nostre opinioni… Io comunque rivendico il mio essere antifascista».

La giunta di Casalecchio di Reno è guidata da un esponente del Partito Democratico: «Si sta attaccando una lavoratrice, un’antifascista, senza nessun motivo, perché io non ho insultato nessuno». Tuttavia, la segnalazione non sarebbe arrivata dalla parte politica, ma dall’ufficio disciplinare. Gian Paolo Cavina è il dirigente del settore per il quale la donna lavora e l’ufficio disciplinare ha trenta giorni per decidere in proposito. Le conseguenze, per la manifestante, potrebbero essere molto gravi dal punto di vista lavorativo.

Le mosse di Giusi Rossi

Gli esponenti di centrodestra del comune chiedono che sulla vicenda sia fatta luce e che la donna sia punita, seguendo il codice disciplinare dei dipendenti. A Globalist, la donna ha detto: «Innanzitutto io mi muoverò tramite i sindacati e i miei legali per contestare questo provvedimento fino a quando non sarà ritirato. È assurdo che in una democrazia si attacchi una lavoratrice per aver espresso una suo opinione. Questo è un ricatto: minacciano il mio posto di lavoro, in un tempo di crisi come questo, e lo fanno senza neanche avvertirmi. E adesso, con Salvini al governo, andrà sempre peggio».

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