Pescara nega la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

di Enzo Boldi | 08/11/2019

Pescara

Partiamo da un punto: non c’è nessun obbligo di assegnare una cittadinanza onoraria a un personaggio. La logica di un determinato periodo storico, in cui alcuni rigurgiti stanno tornando a galla pericolosamente, fare un gesto simbolicamente concreto (anche dopo tutte le polemiche degli ultimi giorni) sarebbe stata opportuno e sacrosanto. E, invece, il comune di Pescara ha deciso di non piegarsi a queste dinamiche di solidarietà rigettando la proposta di insignire di questo riconoscimento la senatrice a vita Liliana Segre.

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Il tutto è partito dalla proposta della consigliera comunale Marinella Sclocco (Centrosinistra) che ha chiesto di assegnare la cittadinanza onoraria di Pescara a Liliana Segre, l’89enne senatrice a vita oggetto ogni giorno di almeno 200 minacce e insulti. Una richiesta fatta per dare un segnale simbolico da parte della politica a tutti coloro i quali ben pensano, ancora nel 2019, di discriminare persone in base alla loro religione o colore della pelle.

Il no di Pescara alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Ma il Centrodestra, in particolare la Lega, ha bocciato questa mozione. «Mancano i presupposti per dare la cittadinanza onoraria – ha detto all’Ansa Vincenzo D’Incecco, capoguppo del Carroccio al comune di Pescara – perché manca un legame con il nostro territorio: a questo punto dovremmo conferirla anche ai tanti rappresentanti delle istituzioni che ricevono pubbliche offese e minacce». Un discorso simile a quello fatto dal sindaco del comune abruzzese, Carlo Masci (sempre del centrodestra), che ha dato la sua vicinanza a Liliana Segre, ma ha ritenuto strumentale la richiesta di questa cittadinanza. Insomma, una pacca sulla spalla senza lode.

Meloni critica la decisione, ma da FDI si alza il coro: «E allora le foibe?»

E su questo tema è intervenuta anche Giorgia Meloni che, con un’intervista a La Repubblica, critica questo atteggiamento da parte della giunta di Pescara: «Ha fatto male. Noi a Latina abbiamo detto di essere d’accordo con un riconoscimento simile. Se servono dei segnali per proteggere i simboli, diamoli. Anche Matteo Salvini ha detto che bisogna essere scemi a negare l’Olocausto, è stato molto chiaro per me». La leader di Fratelli d’Italia ha poi sottolineato la sua stima nei confronti di Liliana Segre, anche se non vanno d’accordo su alcuni temi. Ma i suoi colleghi di partito, in Abruzzo, hanno fanno benaltrismo anche su questo: «Diamo la cittadinanza onoraria ai parenti delle vittime delle foibe».

(foto di copertina: ANSA/ CLAUDIA GRECO)