In Spagna, la risposta alla crisi da coronavirus è una patrimoniale, soft, ma sempre patrimoniale

La decisione del governo di Pedro Sanchez

27/10/2020 di Redazione

Non sarà risolutiva, ma rappresenta comunque un segnale. Un timido accenno – frutto senz’altro di un compromesso politico tra i due partiti di maggioranza, i socialisti di Pedro Sanchez e Podemos di Pablo Iglesias – di patrimoniale in Spagna rappresenta una (e non ‘la’) risposta alla crisi economica causata dal coronavirus. La legge che la introdurrà è attualmente in fase di preparazione all’interno delle fila dell’esecutivo e, secondo El Pais e gli altri organi di stampa locale, prevederà una serie di misure che porteranno il Paese iberico a finanziare soltanto parzialmente l’aumento delle risorse previste alla sanità, nel pieno di questa seconda ondata di coronavirus.

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Patrimoniale in Spagna, come funziona

Si considera che la patrimoniale spagnola colpirà soltanto 112mila contribuenti, ovvero coloro che dichiarano redditi superiori ai 100mila euro, lo 0,5% della popolazione complessiva. Con quali misure verrà tassata questa popolazione: un 3% di tassazione in più sui redditi da capitale oltre i 200.000 euro e del 2% in più su quella sui redditi da lavoro oltre i 300.000 euro. Tassati anche i patrimoni oltre i 10 milioni di euro, con un 1% in più.

La misura difficilmente sarà risolutiva per quanto riguarda la situazione delle finanze spagnole, anche se si tratta comunque di un tentativo per limitare l’aumento del debito pubblico causato dall’emergenza coronavirus. La Spagna, infatti, dovrà spendere altri 3 miliardi di euro per la sanità, per potenziare la risposta del sistema alla seconda ondata che sta viaggiando a un ritmo sostenutissimo e che vede, al momento, 1,1 milioni di casi totali e oltre 35mila decessi.

Il compromesso della patrimoniale in Spagna

L’introduzione di una patrimoniale soft non coprirà probabilmente queste spese e le altre che il governo sta sostenendo, ma – come affermato dallo stesso Pablo Iglesias – si tratta comunque di un segnale di equità sociale, in cui il governo vuole dare l’idea che, in Spagna, chi ha di più pagherà di più. Si tratta di una misura che potrebbe essere la base – come spesso accade – anche per iniziative analoghe in altri Paesi d’Europa. Una ricetta progressista che spesso viene proposta anche in Italia e che trova puntualmente l’opposizione anche di alcune forze di sinistra. In Spagna c’è stato un grande compromesso: tassare davvero soltanto i redditi più alti, la parte infinitesimale del Paese. Ma proprio per questo, forse, l’efficacia di una norma fiscale del genere sarà mitigata.

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