Il parroco di Sora che ha detto che i migranti arrivano «con catenine d’oro al collo» si è scusato

di Redazione | 18/08/2019

parroco Sora
  • Il parroco di Sora ha fatto un'omelia contro i migranti

  • Don Donato Piacentini ha detto che quelli che arrivano con le catene d'oro non sono perseguitati

  • Poi ha fatto retromarcia, scusandosi su Facebook

L’omelia che non ti aspetti (o forse sì), nella giornata di San Rocco. Lui è don Donato Piacentini, parroco Sora, e ha fatto un passaggio decisamente contestabile nel corso della sua predica nella giornata del santo patronale della cittadina in provincia di Frosinone. «Ma quale persecuzione? – ha affermato – Non è certo quella che subisce chi arriva sui barconi con i telefonini e con le catenine d’oro. Guardiamo la nostra patria, alle persone che hanno bisogno qui».

Parroco Sora, il video dell’omelia anti-migranti

Il video è stato girato da una persona che si trovava all’omelia ed è stato postato sui social network, diventando virale nel corso della giornata di ieri. In tanti hanno chiesto che siano presi provvedimenti nei confronti di questo sacerdote che, a quanto pare, dall’altare della sua chiesa trasmette un messaggio molto diverso rispetto a quello professato dalla Santa Sede, con Papa Francesco che – invece – è pontefice dell’accoglienza.

Parroco Sora, le scuse di don Donato Piacentini

Il sacerdote di Sora, don Donato Piacentini, è noto per il suo utilizzo dei social network: sulla sua bacheca Facebook, infatti, compaiono spesso dei post di supporto all’azione del ministro dell’Interno Matteo Salvini, soprattutto sul tema dell’immigrazione. In passato, sempre attraverso i canali preferiti dal leader della Lega (ovvero i social network) aveva anche provato a mettersi in contatto con lui.

Oggi, tuttavia, dopo che la sua omelia era diventata virale, il parroco sembra fare marcia indietro e chiede scusa: «In merito alla breve predica del giorno 16 agosto in piazza San Rocco e a una frase, a cui è stato attribuiti un valore distorto, tengo a precisare che non sono assolutamente contro gli immigrati, i cui bambini, che sono cristiani, ho inserito benissimo nella catechesi, a moltissimi altri la Caritas parrocchiale e personalmente da molti anni provvediamo gli alimenti vari».

Il parroco, poi, ha continuato: «Vengono pagate le utenze e alcune ricevute, non ritirate, possono essere visionate in parrocchia. Si era voluto mettere l’accento anche sui poveri locali per sottolineare una maggiore attenzione a queste emergenze. Tutto è stato ampliato e trasformato. Se necessario sono pronte le scuse senza che si arrivi ad una strumentalizzazione in qualsiasi campo che non era nelle intenzioni».

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