Il contrattacco della Lega di Serie A: «È stata l’Inter a non voler giocare lunedì a porte aperte»

Gianmichele Laino 1 Mar 2020
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Paolo Dal Pino, presidente della Lega di Serie A, ha attaccato l’Inter per la decisione di non voler disputare la partita Juventus-Inter lunedì 2 marzo all’Allianz Stadium e a porte aperte. In un’intervista telefonica all’Ansa, Dal Pino ha affermato di aver sentito telefonicamente i club coinvolti e di aver ricevuto indicazioni contrastanti rispetto alle loro disponibilità. Per questo motivo, si sarebbe successivamente deciso per il rinvio non soltanto di Juventus-Inter, ma di tutte le partite che si sarebbero dovute disputare a porte chiuse.

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Paolo Dal Pino risponde a Marotta

Da qui la risposta piccata dopo le parole dell’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta alla Gazzetta dello Sport: «Venerdì l’a.d. De Siervo e io – ha spiegato Dal Pino – abbiamo proposto all’Inter di spostare la gara contro la Juventus al lunedì sera per disputarla a porte aperte. L’Inter si è rifiutata categoricamente di scendere in campo, si assuma le sue responsabilità e non parli di sportività e campionato falsato. Marotta rappresenta le esigenze dell’Inter, io tutelo gli interessi generali di tutta la Serie A, che purtroppo sconta quotidiani conflitti di interessi legati a ciascuna squadra. Io devo promuovere il campionato italiano e la sua immagine nel mondo, trasmettere gare a stadi vuoti sarebbe stato un pessimo biglietto da visita per il Paese».

Restano comunque alcuni punti oscuri nella vicenda, soprattutto nel rimpallo di responsabilità tra Lega di Serie A e governo. Secondo il ministro per le politiche giovanili e per lo sport Vincenzo Spadafora, l’esecutivo aveva dato delle precise indicazioni sulla possibilità di disputare i match di questa giornata di Serie A a porte chiuse. La decisione sarebbe stata presa unanimemente, secondo quanto dichiarato dal ministro in quota M5S, dalle istituzioni sportive e il governo si è limitato a prenderne atto con piena disponibilità.

Il rinvio di alcune partite di campionato, tuttavia, continuerà a far discutere. Dal Pino ha affermato che la data del 13 maggio può essere considerata comunque soltanto indicativa per il possibile recupero dei match non disputati e che sarà l’amministratore delegato Luigi De Siervo a occuparsi della gestione del calendario, sentendo il parere delle 10 squadre coinvolte negli annullamenti di match.