Entro il 12 giugno, l’Inps pagherà tutte le casse integrazioni giacenti

di Redazione | 08/06/2020

pagamento cassa integrazione

Più che una vaga rassicurazione sembra essere proprio un impegno quello sul pagamento cassa integrazione fatto dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico. Il numero uno dell’istituto di previdenza ha ammesso che ci sono stati dei ritardi, ma soltanto perché ci si è trovati ad affrontare una vera e propria situazione di emergenza. Ora, tuttavia, è in grado anche di dare una data per tutte quelle persone che stanno aspettando da diverse settimane il pagamento della cassa integrazione in deroga: entro il 12 giugno 2020, tutte le domande che sono state fatte e che risultano al momento giacenti verranno evase.

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Pagamento cassa integrazione entro il 12 giugno

Lo ha affermato nel corso di un’intervista a Repubblica, sottolineando anche come negli ultimi giorni, vista la ripresa graduale del lavoro nelle aziende dopo il lockdown, le richieste di cassa integrazione sono scese del 50% rispetto ai periodi più caldi della pandemia. Un risultato che, secondo Tridico, sta fornendo l’immagine di un Paese pronto per la ripartenza.

Ma il presidente dell’Inps ha anche chiarito altri aspetti: tra questi il fatto che lo scarto tra i potenziali beneficiari della cassa integrazione e le persone che risultano effettivamente destinatarie del contributo sia quasi di 1:2. Secondo Tridico si tratta di due discorsi diversi che non possono essere messi in correlazione tra di loro, perché ci sarà sempre una distanza tra i beneficiari potenziali e gli assegni effettivamente pagati.

Pagamento cassa integrazione, la critica di Tridico alle aziende

In una situazione di emergenza, con gli uffici che sono stati operativi anche nei giorni di Pasqua, del 25 aprile e del 1° maggio, Tridico ha affermato che il 90% delle casse integrazioni sia stato pagato e che la data del 12 giugno sarà uno spartiacque fondamentale nell’emergenza. Per quel giorno, il presidente dell’Inps ha dato una vera e propria scadenza, sia ai suoi uffici, sia agli italiani che ancora stanno aspettando l’assegno.

Non manca una critica alle aziende. Secondo Tridico, ci sarebbero delle aziende che stanno ricevendo la cassa integrazione e che invece potrebbero ripartire anche senza, magari con una produzione al 50%. La stoccata parte dal presupposto che si faccia leva sugli aiuti dello Stato «per pigrizia, per opportunismo, magari sperando che passi la piena e il mercato riparta come prima».