Il padre di Di Maio è indagato per i rifiuti nel terreno a Mariglianella

di Redazione | 20/12/2018

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Il geometra Antonio Di Maio, il padre del vicepremier Luigi, è indagato dalla Procura di Nola per i bidoni e i calcinacci scoperti nel terreno di famiglia a Mariglianella, la stessa area dove il 29 novembre scorso sono stati scoperti quattro manufatti realizzati senza autorizzazione. Il genitore del capo politico del Movimento 5 Stelle risulta iscritto nel registro degli indagati per «deposito incontrollati di rifiuti». È quanto rivela oggi il quotidiano Il Messaggero (articolo di Leandro Del Gaudio e Rosario Dimito). I controlli nella proprietà dei Di Maio sono scattati un mese fa dopo un’inchiesta de Il Giornale che segnalava presunti abusi edilizi, con alcune piccole costruzioni che si notavano dalle foto satellitari ma non dalle carte. Con l’intervento di agenti della Polizia municipale e tecnici degli uffici del Comune di Mariglianella, poco distante da Pomigliano, sono quindi emerse le irregolarità e i manufatti realizzati senza autorizzazione.

 

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(Un’immagine dei manufatti nel terreno di Antonio Di Maio prima dei rilievi, 29 novembre)

 

Antonio Di Maio, padre del vicepremier Luigi, indagato per i rifiuti nel terreno di famiglia

Come spiega Il Messaggero, nel fascicolo non ci sono al momento riferimenti a ipotesi di abusi edilizi, in relazione al presunto ampliamento di un’antica dimora contadina all’interno del terreno, e non ci sono altre ipotesi formalizzate dai pm. A quanto pare la storia dei presunti abusi edilizi è rimasta legata a vicende di natura amministrativa. Non a caso, nessun organo di Polizia giudiziaria ha avanzato alcuna richiesta di sequestro della masseria dei Di Maio. Finora l’unica accusa mossa ad Antonio Di Maio, proprietario del terreno insieme alla sorella Giovanna, riguarda proprio il ritrovamento di secchi, bidoni e di una carriola abbandonata. Ora il padre del vicepremier attende le prescrizioni dell’Arpac, l’agenzia regionale per la Protezione Ambientale, con un’ammenda da pagare.

(Immagine di copertina da video pubblicato su Facebook da Antonio Di Maio)