Ostia, la Cassazione conferma le condanne per il Clan Fasciani

di Gaia Mellone | 29/11/2019

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato le dieci condanne agli imputati appartenenti al Clan Fasciani, accusati a vario titolo di associazione mafiosa e altri reati aggravati dall’uso del metodo mafioso, confermando gran parte della sentenza emessa dalla Corte d’appello di Roma lo scorso 4 febbraio.

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È la prima volta che nella storia criminale di Roma viene riconosciuta la mafia nella Capitale, e succede con la sentenza della Cassazione sul clan Fasciani, riconosciuta come un’associazione a delinquere di stampo mafioso.

Le condanne contro gli appartenenti al Clan Fasciani a Ostia sono state confermate dalla Corte di Cassazione: dovrà scontare oltre 27 anni di reclusione il “patriarca” Carmine Fasciani, la moglie Silvia Franca Bartoli è stata condannata a 12 anni e 5 mesi, mentre la figlia Sabrina sconterà 11 anni e 4 mesi, mentre la figlia Azzurra sconterà dieci mesi.

Condannati anche il nipote di Carmine Alessandro Fasciani con una pena scontata di un mese e pari a 10 anni e cinque mesi ; 8 anni e mezzo invece per Terenzio Fasciani, 25 e mezzo per Riccardo Sibio, 13 anni e tre mesi per Luciano Bitti. A John Gilberto Colabella invece 13 anni e 7 a Danilo Anselmi.

La sindaca di Roma Virginia Raggi era presente alla lettura della sentenza, e ha poi commentato la sentenza come «davvero storica» poiché «è la prima volta che si riconosce l’esistenza della mafia romana, autoctona». «Ora Ostia è stata liberata» ha aggiunto soddisfatta.

(Credits immagine di copertina:ANSA/ANGELO CARCONI)